Archivi categoria: video, arte, programmi, spettacoli

Edison

Personaggio spesso criticato e fortemente contrastato, l’americano Thomas Alva Edison (1847-1931) è considerato a ragione uno dei padri della modernità. A lui si devono alcuni universali capisaldi tecnologici (lampada a incandescenza, registrazione del suono – ma anche immagini in movimento e molto altro). Depositò all’incirca 1500 brevetti. Aveva in comune con il più giovane GM (che stimava) la formazione non ortodossa e un indomabile spirito di impresa, che a volte lo portò a esagerare e soccombere. Un film di Alfonso Gomez-Rejon ricostruisce con discreta accuratezza e senza troppi infarcimenti le fasi salienti della cosiddetta “guerra delle correnti”, che vide Edison contrapposto a George Westinghouse e Nikola Tesla. >>

La radio in tv

Chi è nato dopo la Seconda Guerra Mondiale è abituato a considerare la televisione come il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza. L’avvento di Internet ha clamorosamente cambiato le carte in tavola e tuttavia la tv conserva – nella percezione dei più – una sorta di primato. Negli anni ’30, al contrario, quando si sperimentarono i primi sistemi di videotrasmissione, la tv fu concepita (e percepita) come estensione della radio. La radio era la regina, la tv la sua ancella. Ultimamente infine, quasi per bilanciamento, ha avuto discreta diffusione – soprattutto tra i giovani – la curiosa abitudine di guardare le trasmissioni radio. Analizza il fenomeno Fabio de Luca sulle pagine di “IL”, la rivista del Sole 24 ORE. >>

Frequency

I nostri sensi non percepiscono le onde elettromagnetiche. Tale peculiarità ha stimolato la fantasia di molti artisti e inventori di storie, con un’inevitabile tendenza a immaginare scenari o situazioni di carattere fantascientifico. È il caso di un film del 2000, Frequency, diretto da Gregory Hoblit, in cui si narra di un figlio che – grazie al ritrovamento di una vecchia ricetrasmittente e all’inopinato ripetersi di una straordinaria tempesta solare – si mette in contatto con il padre morto trent’anni prima. Lo sviluppo della trama ripropone con abilità uno dei temi cari alla SF: il cortocircuito che si genera quando si tenta di intervenire sul passato. >>

Halt and Catch Fire

Una serie televisiva americana, prodotta dalla AMC e andata in onda per quattro stagioni (2014-2017), è ambientata nel periodo caldo della cibernetica applicata, tra l’inizio degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. È la fase in cui il calcolatore diventa personale, i videogiochi impazzano e ci si familiarizza a poco a poco con l’idea di una reale interattività, ovvero di una comunicazione a distanza bidirezionale, continuativa, senza interruzioni, e soprattutto – potenzialmente – senza limiti (territoriali, quantitativi etc.). A partire dal marzo di quest’anno, la Rai sta trasmettendo in sequenza le quattro stagioni. >>

Veduta del Griffone

Appartiene alle Collezioni di Genus Bononiae un bel disegno di Rodolfo Fantuzzi (1781-1832) che ritrae Villa Griffone agli inizi del XIX secolo, quando ancora non si era messa mano all’ampliamento con la costruzione delle due ali laterali (1852) né era stato edificato il mausoleo che ospita la salma di GM (1941).
Dal 1855 la villa fu proprietà del padre di GM, Giuseppe. Alla morte di costui (1904) passò a GM. Alla morte di GM (1937), dopo trattative separate con gli eredi, passò allo Stato italiano. >>

F***ing Genius

“La rivoluzione della specie” è il sottotitolo del podcast curato da Massimo Temporelli, che presenta in maniera libera ma assai competente alcuni grandi personaggi della scienza. Biografie audio, ognuna di 30/40 minuti, raccontano il formarsi e l’affermarsi del “genio” di turno, rammentandoci origini e fondamenta di tecnologie che usiamo spesso con disinvoltura o addirittura con noncuranza.
La serie comprende finora Albert Einstein, Cyrus West Field, Steve Jobs, GM, I ragazzi di via Panisperna, Leonardo da Vinci. La si può ascoltare e/o scaricare dal sito storielibere.fm.

Scultura in orbita

«Orbital Reflector is a sculpture constructed of a lightweight material similar to Mylar. It is housed in a small box-like infrastructure known as a CubeSat and launched into space aboard a rocket. Once in low Earth orbit at a distance of about 350 miles (575 kilometers) from Earth, the CubeSat opens and releases the sculpture, which self-inflates like a balloon. Sunlight reflects onto the sculpture making it visible from Earth with the naked eye — like a slowly moving artificial star as bright as a star in the Big Dipper.»
Lanciata nello spazio il 28 novembre, dovrebbe restare in orbita un paio di mesi prima di rientrare nell’atmosfera e andare a fuoco. L’artista è Trevor Paglen. Finanziatore principale il Nevada Museum of Art. >>

L’invenzione del Codice Morse

Un cartone animato della Peekaboo Kidz racconta ai bimbi di età prescolare la nascita del sistema telegrafico e del codice ideato da Samuel Morse con la decisiva collaborazione di Alfred Vail. Anche agli adulti che non conoscono l’argomento il video può fornire dati utili a collocare storicamente l’avvento del telegrafo e i molteplici sviluppi a cui ha portato – in primis ovviamente la versione “senza fili” che si deve a GM. >>
(segnalazione di Barbara Valotti)

Almost Nothing

È nelle sale il film documentario di Anna de Manincor Almost Nothing, che con il suo collettivo artistico (ZimmerFrei) ha progettato Temporary Cities, una serie di ritratti di città includente Bruxelles, Budapest, Copenaghen, Marsiglia e “Mutonia”. Questa è la volta del CERN, una autentica cittadella della scienza con una popolazione di 10.000 abitanti, radunata intorno all’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider), che si trova nel suolo e soprattutto nel sottosuolo di Ginevra.

Hedy Lamarr

Amata e ammirata, considerata la più bella (e più audace) di Hollywood, Hedy Lamarr (1914-2000) non fu solo un’attrice indimenticabile. Di recente si è scoperto che la sua preparazione ingegneristica le consentì di progettare un sistema di controllo a distanza dei siluri, avvalendosi della collaborazione di George Antheil. L’anno è il 1940, la Germania nazista sta terrorizzando mezzo mondo. Due anni più tardi fu depositato il brevetto, e tuttavia non si arrivò mai – per svariati motivi – a produrre il dispositivo. Ma quel brevetto è alla base di una tecnologia di trasmissione tuttora utilizzata.
L’avventurosa vicenda è raccontata in un film documentario di Alexandra Dean – Bombshell – prodotto nel 2017.