Archivi categoria: video, arte, programmi, spettacoli

Scultura in orbita

«Orbital Reflector is a sculpture constructed of a lightweight material similar to Mylar. It is housed in a small box-like infrastructure known as a CubeSat and launched into space aboard a rocket. Once in low Earth orbit at a distance of about 350 miles (575 kilometers) from Earth, the CubeSat opens and releases the sculpture, which self-inflates like a balloon. Sunlight reflects onto the sculpture making it visible from Earth with the naked eye — like a slowly moving artificial star as bright as a star in the Big Dipper.»
Lanciata nello spazio il 28 novembre, dovrebbe restare in orbita un paio di mesi prima di rientrare nell’atmosfera e andare a fuoco. L’artista è Trevor Paglen. Finanziatore principale il Nevada Museum of Art. >>

L’invenzione del Codice Morse

Un cartone animato della Peekaboo Kidz racconta ai bimbi di età prescolare la nascita del sistema telegrafico e del codice ideato da Samuel Morse con la decisiva collaborazione di Alfred Vail. Anche agli adulti che non conoscono l’argomento il video può fornire dati utili a collocare storicamente l’avvento del telegrafo e i molteplici sviluppi a cui ha portato – in primis ovviamente la versione “senza fili” che si deve a GM. >>
(segnalazione di Barbara Valotti)

Almost Nothing

È nelle sale il film documentario di Anna de Manincor Almost Nothing, che con il suo collettivo artistico (ZimmerFrei) ha progettato Temporary Cities, una serie di ritratti di città includente Bruxelles, Budapest, Copenaghen, Marsiglia e “Mutonia”. Questa è la volta del CERN, una autentica cittadella della scienza con una popolazione di 10.000 abitanti, radunata intorno all’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider), che si trova nel suolo e soprattutto nel sottosuolo di Ginevra.

Hedy Lamarr

Amata e ammirata, considerata la più bella (e più audace) di Hollywood, Hedy Lamarr (1914-2000) non fu solo un’attrice indimenticabile. Di recente si è scoperto che la sua preparazione ingegneristica le consentì di progettare un sistema di controllo a distanza dei siluri, avvalendosi della collaborazione di George Antheil. L’anno è il 1940, la Germania nazista sta terrorizzando mezzo mondo. Due anni più tardi fu depositato il brevetto, e tuttavia non si arrivò mai – per svariati motivi – a produrre il dispositivo. Ma quel brevetto è alla base di una tecnologia di trasmissione tuttora utilizzata.
L’avventurosa vicenda è raccontata in un film documentario di Alexandra Dean – Bombshell – prodotto nel 2017.

Il futuro della Radio

Si è discusso delle prospettive di quella che abitualmente chiamiamo “Radio” (radiofonia + radiodiffusione) ai “Martedì di San Domenico” di Bologna, il 13 marzo scorso. Moderati da Gabriele Falciasecca, sono intervenuti Stefano Ciccotti, responsabile Tecnologia della RAI, Roberto Grandi, presidente Istituzione Bologna Musei e docente di Comunicazioni di Massa, e Michele Ferrari, regista e produttore, accompagnato da alcuni giovanissimi esponenti di radioimmaginaria.
Il video della serata è disponibile grazie a Lepida TV. >>

Dialetto

Una canzone pop di Andrea Mingardi coinvolge GM in una dissertazione ludico-goliardica che ha per tema alcune colorite esclamazioni di compiacimento, sorpresa, esasperazione etc. L’episodio citato dal cantautore – GM sulla collina in compagnia dell’ultimogenita – è del tutto inventato, non invece la familiarità dell’inventore con il dialetto bolognese, “lingua” che apprese da ragazzo nelle lunghe permanenze a Villa Griffone. >>

Ambient 4

Ultimo della serie “Ambient” ideata e realizzata dal celebre compositore britannico Brian Eno, l’album Ambient 4: On land si apre con un brano che porta il titolo Lizard Point, località ben nota a chi si occupa di GM. L’atmosfera sonora – seppur non esplicitamente concepita in relazione alle imprese marconiane – pare riprodurne gli echi, i riverberi, le lontananze… >>

Cacciatori di onde

Onde a una dimensione, a due dimensioni, a tre dimensioni, a quattro dimensioni… In trenta minuti Massimiliano Trevisan e Alessandro Gnucci esemplificano, con ingegnosità ed efficacia, la differenziazione tra le principali forme d’onda. Li si può ammirare in un video realizzato per la rubrica Memex Doc di Rai Scuola, ma può capitare di assistere di persona alle loro dimostrazioni, come è accaduto di recente al National Geographic Festival delle Scienze (Roma, 16-22 aprile).

Heisenberg in Danimarca

«Non credo che il teatro sia un mezzo adatto a trasmettere la scienza, credo invece che esso possa e debba concentrarsi sugli scienziati, sulle loro vicende, sull’entusiasmo della scoperta, sulle delusioni e sulle speranze. Insomma il teatro secondo me deve portare in primo piano ciò che vi è di profondamente umano nell’impresa scientifica, allora può avere esiti molto interessanti e può conquistare il pubblico il quale sente gli scienziati vicini a sé». Così si esprime Giuseppe O. Longo, che vanta una lunga famigliarità sia con la scienza che con il teatro e la letteratura.
Lo spettacolo europeo che, negli ultimi decenni, meglio ha soddisfatto i requisiti indicati da Longo è stato certamente Copenhagen di Michael Frayn, che debuttò a Londra nel 1998. La versione italiana, allestita dalla Compagnia Orsini diciotto anni fa e riproposta nella presente stagione, si avvale dell’interpretazione di Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

Le onde della memoria

Il ciclo di incontri “I Martedì di San Domenico” dedica di tanto in tanto una serata ai temi legati alla radio, al wireless, alle nuove tecnologie. Il 7 dicembre 2017 (eccezionalmente di giovedì) l’incontro aveva per titolo “Le onde della memoria. Radio e conflitti”. Interventi di Peppino Ortoleva, noto studioso dei mezzi di comunicazione, docente a Torino, e – via Skype – di Sara Zambotti, conduttrice radiofonica nonché artista e studiosa. Moderatore Gabriele Falciasecca, presidente della Fondazione Marconi.
La registrazione dell’incontro si trova nella sezione “video on demand” di LepidaTV >>