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Piana del Fucino

Quando nel 1977 si decise di smembrare il relitto della nave Elettra e di spargerne le “ceneri” nel centro-nord Italia, quel che restava della poppa (completa di elica e timone) fu destinato alla piana del Fucino, in Abruzzo, dove ha sede Telespazio, «il più grande teleporto al mondo per usi civili». Il cimelio è stato collocato nell’alveo del lago prosciugato, a ricordare – se mai ce ne fosse bisogno – l’essenziale contributo del wireless alla conquista dello Spazio.

Ballybunion

In Irlanda, nella contea di Kerry, la Compagnia Marconi impiantò una stazione radio per trasmissioni sperimentali. Dalla stazione Marconi di Ballybunion, tra l’altro, partì il primo radiosegnale telefonico transoceanico della storia, il 19 marzo 1919, che fu ricevuto in Canada, a Louisburg, Cape Breton, Nova Scotia. Nei giorni scorsi si è celebrato il centenario dell’evento.
Una preziosa nota informativa sulla stazione fu redatta da John J O’Carroll, radioamatore a lungo operante a Ballybunion. >>

(Nuova) Nave Elettra

Dal 2005 la Marina Militare Italiana annovera tra le sue unità un’Unità di Supporto Polivalente, con sede al porto di La Spezia, che è stata battezzata Elettra in ricordo del panfilo-laboratorio di GM.
Lunga 93 metri e larga poco più di 15, fornisce supporto logistico e operativo alle forze imbarcate ma svolge anche funzioni analoghe a quelle della sua antenata, compresa la ricerca scientifica tanto cara a GM (orientata oggi, in particolare, all’“intelligence”).

Non c’è pace per Coltano

Così commenta Giancarlo Dalle Donne, che segnala il sorgere di nuovi impedimenti per la ricostruzione della Stazione Marconi a Coltano (cfr. notizia in Telegranducato).
Pare che Coltano sia destinata ai tempi lunghi. Anche GM, quando appunto decise di costruirvi una stazione radiotelegrafica ultrapotente, dovette faticare non poco: attivata sperimentalmente già nel 1903, attese fino al 1911 per poter inaugurarla ufficialmente.

Twin Lights

Invitato negli Stati Uniti per dare dimostrazione della sua telegrafia senza fili, il giovane ed emergente GM monta un’antenna su un faro del New Jersey e allestisce una stazione che rimane attiva dal 1899 al 1907. Quel faro non è più in funzione ma il visitatore può trovarvi agevolmente tracce dell’antica attività marconiana. Un’intervista di Margo Nash all’“ultimo guardiano”, pubblicata sul New York Times alcuni anni fa, fornisce interessanti ragguagli. >>
(segnalazione di Hank Forrest)

Torre Chiaruccia

Il sito (Capo Linaro a Santa Marinella) ospitava una torre fin dal Cinquecento, torre che in epoca moderna GM utilizzò come base per i suoi esperimenti su onde a fascio e microonde. Distrutta la torre dai tedeschi nel 1944, l’Aeronautica Militare alcuni anni dopo impiantò in loco una stazione meteo – tuttora attiva – che prese il nome di Civitavecchia Torre Chiaruccia.
È di questi giorni la notizia di un progetto che intende valorizzare il sito attraverso la realizzazione di un centro scientifico. >>

Hoboken, New Jersey

Nel Church Square Park di Hoboken c’è una scultura dedicata a GM, accompagnata dalla seguente iscrizione:
THIS MEMORIAL DONATED BY JOHN MINERVINI UNDER THE AUSPICES OF MAYOR JOHN J. GROGAN HONORS THE GREAT ITALIAN GENIUS WHO DISCOVERED WIRELESS: GUGLIELMO MARCONI
THE STATUE, SCULPTURED BY ARTURO DAZZI SYMBOLIZES “WIRELESS CARRYING THE HEART OF THE WORLD”
ERECTED APRIL 2, 1955

Crockhaven

In parziale polemica con alcune affermazioni di Raboy, sulle colonne del “Southern Star” di quasi un anno fa si rievocava la presenza di GM nel West Cork irlandese (1901) e si manifestava l’orgoglio dell’odierna comunità per aver ospitato un esperimento di così grande importanza. Un sentimento che si è materializzato nell’opera scultorea di Susan O’Toole, dove tuttavia – stando all’immagine – si fatica a cogliere qualcosa di GM e della sua impresa. >>

Dall’Australia

È noto il cosmopolitismo di GM, che operò in tutti e cinque i continenti. Non sorprende quindi che, con una certa regolarità, giungano al Museo Marconi persone provenienti da terre molto lontane. Qualche mese fa l’australiano Steve Ahern, dopo aver visitato Villa Griffone (che lui erroneamente indica con la “i” finale: Griffoni), ha compilato un esauriente resoconto del suo “pellegrinaggio” nel luogo di nascita della Radio. >>
Ahern è un esperto di broadcasting e ha pubblicato un fortunato libro sulla radiofonia in epoca digitale.

L’uccellino della Radio

Molti ricordano una sequenza di pochi suoni simili a cinguettii utilizzata negli intervalli di trasmissione in radiodiffusione prima dall’EIAR e poi dalla RAI. La sequenza di suoni, inizialmente, era generata da un congegno meccanico azionato a molla.
Ne descrive nascita, caratteristiche e sviluppo Giuseppe Biolatti nel sito del Museo della Radio e della Televisione. >>