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(1332) Marconia

Così è denominato un asteroide della fascia principale. Lo scoprì Luigi Volta dall’Osservatorio di Pino Torinese il 9 gennaio 1934.
In un primo tempo gli si attribuì la sigla [1934 AA], alcuni anni più tardi fu intitolato a GM.
Va notato che l’astronomo Luigi Volta era discendente diretto di Alessandro Volta, uno dei grandi iniziatori della moderna epoca elettrica.

Obelisco Marconi

Nel 1937 lo scultore Arturo Dazzi avvia il progetto di una gigantesca Stele marconiana da erigere nella piazza principale dell’EUR di Roma. In cemento, l’obelisco di piazza Marconi è alto 45 metri ed è rivestito da 32 pannelli in marmo di Luni, che raffigurano le imprese di GM e altre scene allegoriche. La travagliata esecuzione si protrae fino al dicembre 1959, quando l’opera viene finalmente inaugurata in vista dei Giochi Olimpici del 1960. >>

Marconiville

Per due volte, nel 1917 e nel 1927, GM visitò il villaggio che portava il suo nome, situato nel borgo di Copiague, a circa 50 km da Manhattan. Alla guida della comunità c’era l’ingegnere Giovanni “John” Campagnoli. La storia di Marconiville, con numerose immagini d’epoca, è raccontata da Mary Cascone nel volume illustrato Copiague, edito da Arcadia Publishing nel 2010.

La stanza dei bachi

Fervente ammiratore di GM fin dall’adolescenza, nel 1997 Luigi Farano cominciò a ricostruire in scala ridotta alcuni dei primi apparati marconiani, raggiungendo nel corso del tempo quota venticinque.
Per documentare e illustrare la sua collezione di repliche funzionanti, qualche anno fa ha realizzato un sito che porta il nome del primo laboratorio di GM.

Coltano: ipotesi di museo

Si apprende dal notiziario dell’Università di Pisa che la Stazione Marconi di Coltano «ora in completo abbandono, è appena stata acquisita dal Comune di Pisa con l’intento di costruire un museo delle telecomunicazioni». Sull’agomento interviene Filippo Giannetti, autore di un recente studio che ripercorre le tappe del progetto Coltano, la cui realizzazione impegnò GM per diversi anni.
(segnalazione di Rosalba Ciranni)

Newfoundland

Con qualche imprecisione, anche il sito Newfoundland and Labrador Heritage si ricorda di GM, colui che ha dato lustro al luogo: «Decisi, di conseguenza, di cercare di intraprendere l’esperienza utilizzando una stazione ricevente installata provvisoriamente a S. Giovanni nel Newfoundland, ove mi recai con due assistenti verso la fine del novembre 1901. Le prove ebbero inizio al principio del mese di dicembre dello stesso anno e il giorno 12 per la prima volta furono distintamente ricevuti a S. Giovanni i segnali trasmessi dall’Inghilterra». (Nobel Lecture, 1909)

Lizard Point

Una bella pagina web di National Trust ricorda la presenza di GM nella propaggine sud-ovest dell’Inghilterra.
Sono tuttora visibili e in parte visitabili i resti di due diverse stazioni wireless installate da GM oltre un secolo fa: a Poldhu, da cui partì il primo segnale transatlantico (dicembre 1901), e a Bass Point, che fu tra l’altro la prima stazione costiera a ricevere un SOS.

Passaporto 1915

passaporto marconi 1915Un’immagine del passaporto di GM al tempo della Grande Guerra (fonte: Marconi Calling).
L’impressionante quantità di timbri raffigura efficacemente una delle costanti della vita di GM, tanto in guerra quanto in pace: la mobilità, il frequente trasferirsi da un luogo all’altro.