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L’invenzione del Codice Morse

Un cartone animato della Peekaboo Kidz racconta ai bimbi di età prescolare la nascita del sistema telegrafico e del codice ideato da Samuel Morse con la decisiva collaborazione di Alfred Vail. Anche agli adulti che non conoscono l’argomento il video può fornire dati utili a collocare storicamente l’avvento del telegrafo e i molteplici sviluppi a cui ha portato – in primis ovviamente la versione “senza fili” che si deve a GM. >>
(segnalazione di Barbara Valotti)

Un illustre comasco

«Per i risultati conseguiti e gli influssi esercitati, Alessandro Volta (1745-1827) è uno dei maggiori esponenti della scienza e della cultura del suo tempo. La sua famosa invenzione della pila segnò una svolta decisiva nella scienza perché rese possibile aprire i due nuovi capitoli dell’elettrochimica e dell’elettromagnetismo…» così scrive Lucio Fregonese, riportando un’opinione universalmente condivisa. In effetti l’era elettrica prese avvio proprio negli anni di passaggio tra il XVIII e il XIX secolo, quando Volta realizzò il primo generatore di corrente costante. L’ambiente e le condizioni di vita potenziata che ci sono familiari sono dunque un prodotto relativamente recente. Poco più di due secoli.

Nicola Santo

GM ispirò con i suoi lavori anche figure che poi non seguirono la strada della radiotelegrafia. Tra esse merita di essere ricordato il lucano Nicola Santo (1889-1965), che a ventisei anni emigrò in Brasile e fece fortuna nel neonato settore del volo (dirigibilistica e aviazione) diventando personaggio di riferimento ai più alti livelli istituzionali. La sua vicenda personale si complicò alla fine degli anni ’30, per via del fatto che Santo non volle rinunciare alla cittadinanza italiana in favore di quella brasiliana. Non rientrò comunque mai in Italia.

Roberto Landell de Moura

Il religioso brasiliano Landell de Moura (1861-1928) è (da pochi) ricordato come un pioniere delle trasmissioni audio a distanza. In particolare, una pubblica dimostrazione del 3 giugno 1900 a San Paolo costituirebbe addirittura una “prima volta” per quanto riguarda le trasmissioni audio via radio, ma permane una significativa incertezza sulle condizioni e sulle modalità dell’esperimento.
Resta il fatto che padre Landell de Moura, che tra l’altro depositò più di un brevetto in Brasile e negli Stati Uniti, merita di essere annoverato tra i primissimi che si occuparono di trasmissioni radio. La nascita del wireless (vedi anche Jagadish Bose) non fu dunque un’esclusiva Europa-Nord America, come invece generalmente si è portati a credere.

Cesare Bardeloni

L’ingegnere Cesare Bardeloni (1872-1933) fu un autentico specialista delle applicazioni radio in ambito militare. Collaborò strettamente con GM nel periodo della prima guerra mondiale, lavorando a diversi progetti, tra cui un “Epuratore” che prese il suo nome. Fece carriera nell’Arma del Genio, congedandosi con il grado di generale di brigata. Fu membro del CNR e ricevette numerosi riconoscimenti pubblici.
Una nota sul sito di Carlo Bramanti fornisce utili informazioni. >>

Giovanni Aldini

Vessillifero del galvanismo (era figlio della sorella dell’illustre Luigi Galvani), Giovanni Aldini (1762-1834) è noto soprattutto per aver ispirato a Mary Shelley il personaggio di Victor Frankenstein, protagonista dell’omonimo romanzo. Fu scienziato, artista, divulgatore, benefattore, nonché docente di fisica e bibliotecario all’Università di Bologna e membro del Consiglio di Stato di Milano. Si dedicò allo studio delle applicazioni mediche dell’elettricità e alla soluzione di vari problemi tecnici (fari e lampade di sicurezza, vestiti ignifughi a uso dei pompieri etc.).

Museo Ferraris

Non a tutti è noto che in Italia esistono due Livorno: una in Toscana e un’altra in Piemonte, provincia di Vercelli. La seconda portò infatti il nome di Livorno Piemonte (o Vercellese) finché nel 1925 non si trasformò in Livorno Ferraris, dal cognome del grande scienziato che ebbe lì i natali, Galileo Ferraris (1847-1897), scopritore del campo elettromagnetico rotante e ideatore – in concorrenza con Nikola Tesla – del motore elettrico a corrente alternata. La casa natale di Galileo Ferraris è diventata nel corso degli anni un museo, intitolato a lui e al fratello Adamo, medico e garibaldino, morto in battaglia a Digione nel 1871. >>

Hedy Lamarr

Amata e ammirata, considerata la più bella (e più audace) di Hollywood, Hedy Lamarr (1914-2000) non fu solo un’attrice indimenticabile. Di recente si è scoperto che la sua preparazione ingegneristica le consentì di progettare un sistema di controllo a distanza dei siluri, avvalendosi della collaborazione di George Antheil. L’anno è il 1940, la Germania nazista sta terrorizzando mezzo mondo. Due anni più tardi fu depositato il brevetto, e tuttavia non si arrivò mai – per svariati motivi – a produrre il dispositivo. Ma quel brevetto è alla base di una tecnologia di trasmissione tuttora utilizzata.
L’avventurosa vicenda è raccontata in un film documentario di Alexandra Dean – Bombshell – prodotto nel 2017.

Radar in nuce

Entro il 1938 il Regno Unito attrezza con impianti radar le sue più importanti navi da guerra e costruisce a terra una catena di stazioni radar per l’avvistamento di aerei, a protezione dell’estuario del Tamigi. Più o meno nello stesso periodo l’ingegnere Ugo Tiberio (1904-1980) pone le basi per il radar italiano, che però vede la luce solo a guerra inoltrata.
Tiberio aveva ricevuto l’incarico dal colonnello Luigi Sacco, contattato da GM nel 1933 allo scopo di realizzare il radar. Continua a leggere

Giovanni Giorgi

Nello stesso anno – 1895 – in cui GM trovava la conferma sperimentale delle sue intuizioni riguardanti la radiotelegrafia, l’ingegner Giovanni Giorgi (1871-1950) pubblicava The foundations of electric science, inaugurando i suoi studi di metrologia elettrica che produssero poi la proposta di aggiungere alle tre unità di misura fondamentali (metro, kilogrammo, secondo) una quarta unità di natura elettromagnetica (inizialmente l’ohm, in seguito l’ampère). Il sistema che prende il suo nome, pur accolto e ratificato con una trentina d’anni di ritardo, rimane un caposaldo del Système international d’unités, che oggi conta sette unità fondamentali e diverse altre derivate.
Sembra non casuale che, proprio mentre GM sviluppava il suo nuovo metodo di comunicazione a distanza, un altro italiano – partendo da una riflessione sulle forze elettromagnetiche – concepisse e infine promuovesse la ridefinizione del sistema metrico internazionale.