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Maxwell

Nel 1873, un anno prima della nascita di GM, lo scozzese James Clerk Maxwell (1831-1879) pubblicò A treatise on electricity and magnetism, vera e propria summa dei suoi studi sull’argomento. Benché meno noto al grande pubblico rispetto a Newton o ad Einstein, per gli studiosi Maxwell è uno dei giganti della scienza moderna e il suo Trattato uno dei testi-cardine della Fisica – il che naturalmente include a pieno titolo le comunicazioni a distanza.
Graham Hall in un suo scritto del 2006 (segnalato da Barbara Valotti) ha ben sintetizzato l’importanza dello scienziato di Edimburgo. >>

Il telefono di Reis

Un saggio di Basilio Catania ricorda l’importanza del tedesco Johann Philipp Reis (1834-1874) nell’intricatissima disputa sull’invenzione del telefono: Reis senza dubbio fu uno dei primi che progettò una macchina per parlare a distanza, con qualche debito nei confronti del telegrafista francese (di nascita belga) Charles Bourseul (1829-1912).
Il caso del telefono è per più di un verso paradigmatico: tanti ne hanno rivendicato la paternità, al punto che, risalendo la china dei precursori, pare quasi di doversi aspettare la rivelazione che si tratta di un’invenzione del Basso Medioevo.

Ernest Rutherford

Il neozelandese Ernest Rutherford (1871-1937) morì lo stesso anno di GM e ricevette il premio Nobel un anno prima di lui. Si occupò della magnetizzazione prodotta dalle onde elettromagnetiche e poi si specializzò nello studio dell’emissione radioattiva fino a determinare il modello di atomo, divenendo uno dei “fondatori” della moderna fisica nucleare. Verso la fine dell’Ottocento aveva sperimentato le proprietà dell’isteresi del ferro, grazie alla quale era possibile rivelare le onde elettromagnetiche. Ma i suoi dispositivi risultarono incompleti e poco efficaci ai fini pratici finché GM, qualche anno dopo, rifacendosi alle sue intuizioni, non inventò il detector magnetico.

L’invenzione del Codice Morse

Un cartone animato della Peekaboo Kidz racconta ai bimbi di età prescolare la nascita del sistema telegrafico e del codice ideato da Samuel Morse con la decisiva collaborazione di Alfred Vail. Anche agli adulti che non conoscono l’argomento il video può fornire dati utili a collocare storicamente l’avvento del telegrafo e i molteplici sviluppi a cui ha portato – in primis ovviamente la versione “senza fili” che si deve a GM. >>
(segnalazione di Barbara Valotti)

Un illustre comasco

«Per i risultati conseguiti e gli influssi esercitati, Alessandro Volta (1745-1827) è uno dei maggiori esponenti della scienza e della cultura del suo tempo. La sua famosa invenzione della pila segnò una svolta decisiva nella scienza perché rese possibile aprire i due nuovi capitoli dell’elettrochimica e dell’elettromagnetismo…» così scrive Lucio Fregonese, riportando un’opinione universalmente condivisa. In effetti l’era elettrica prese avvio proprio negli anni di passaggio tra il XVIII e il XIX secolo, quando Volta realizzò il primo generatore di corrente costante. L’ambiente e le condizioni di vita potenziata che ci sono familiari sono dunque un prodotto relativamente recente. Poco più di due secoli.

Nicola Santo

GM ispirò con i suoi lavori anche figure che poi non seguirono la strada della radiotelegrafia. Tra esse merita di essere ricordato il lucano Nicola Santo (1889-1965), che a ventisei anni emigrò in Brasile e fece fortuna nel neonato settore del volo (dirigibilistica e aviazione) diventando personaggio di riferimento ai più alti livelli istituzionali. La sua vicenda personale si complicò alla fine degli anni ’30, per via del fatto che Santo non volle rinunciare alla cittadinanza italiana in favore di quella brasiliana. Non rientrò comunque mai in Italia.

Roberto Landell de Moura

Il religioso brasiliano Landell de Moura (1861-1928) è (da pochi) ricordato come un pioniere delle trasmissioni audio a distanza. In particolare, una pubblica dimostrazione del 3 giugno 1900 a San Paolo costituirebbe addirittura una “prima volta” per quanto riguarda le trasmissioni audio via radio, ma permane una significativa incertezza sulle condizioni e sulle modalità dell’esperimento.
Resta il fatto che padre Landell de Moura, che tra l’altro depositò più di un brevetto in Brasile e negli Stati Uniti, merita di essere annoverato tra i primissimi che si occuparono di trasmissioni radio. La nascita del wireless (vedi anche Jagadish Bose) non fu dunque un’esclusiva Europa-Nord America, come invece generalmente si è portati a credere.

Cesare Bardeloni

L’ingegnere Cesare Bardeloni (1872-1933) fu un autentico specialista delle applicazioni radio in ambito militare. Collaborò strettamente con GM nel periodo della prima guerra mondiale, lavorando a diversi progetti, tra cui un “Epuratore” che prese il suo nome. Fece carriera nell’Arma del Genio, congedandosi con il grado di generale di brigata. Fu membro del CNR e ricevette numerosi riconoscimenti pubblici.
Una nota sul sito di Carlo Bramanti fornisce utili informazioni. >>

Giovanni Aldini

Vessillifero del galvanismo (era figlio della sorella dell’illustre Luigi Galvani), Giovanni Aldini (1762-1834) è noto soprattutto per aver ispirato a Mary Shelley il personaggio di Victor Frankenstein, protagonista dell’omonimo romanzo. Fu scienziato, artista, divulgatore, benefattore, nonché docente di fisica e bibliotecario all’Università di Bologna e membro del Consiglio di Stato di Milano. Si dedicò allo studio delle applicazioni mediche dell’elettricità e alla soluzione di vari problemi tecnici (fari e lampade di sicurezza, vestiti ignifughi a uso dei pompieri etc.).

Museo Ferraris

Non a tutti è noto che in Italia esistono due Livorno: una in Toscana e un’altra in Piemonte, provincia di Vercelli. La seconda portò infatti il nome di Livorno Piemonte (o Vercellese) finché nel 1925 non si trasformò in Livorno Ferraris, dal cognome del grande scienziato che ebbe lì i natali, Galileo Ferraris (1847-1897), scopritore del campo elettromagnetico rotante e ideatore – in concorrenza con Nikola Tesla – del motore elettrico a corrente alternata. La casa natale di Galileo Ferraris è diventata nel corso degli anni un museo, intitolato a lui e al fratello Adamo, medico e garibaldino, morto in battaglia a Digione nel 1871. >>