Pollicine

«Pigiati in metropolitana come sardine in scatola, ci avviciniamo gli uni agli altri senza guardarci, ognuno chiuso in se stesso, in una solitudine assoluta, determinata da questa estensione, formattata da una tecnica a geometria metrica e dalla densità della sua occupazione; lontani, anche se a pochi centimetri. Il convoglio si trasforma in un chiostro laico, in una cella di prigione per innocenti. Poi, munita di auricolari, cellulari e computer, arriva una piccola schiera di Pollicine, attente e chiacchierone. Al contrario di noi, vecchi solitari silenziosi, parlano con vicine e vicini, che però non stanno in questa stretta cassa, ma a Pontoise, Christchurch, in Nuova Zelanda, o in Labrador, dagli orsi. Anche se pensate che siano a quattro passi da voi, loro abitano in un altro spazio, definito in maniera del tutto nuova, attraverso cui si stringono delle relazioni un tempo impossibili. Noi viviamo ammucchiati nel deserto, loro comunicano con e in una folla conviviale.»

(Michel Serres, Il mancino zoppo, 2015)

Esempio sovrano

«Torniamo a Downton Abbey, precisamente alla seconda puntata della quinta stagione: Lord Grantham, il padrone di casa, secondo in amore della tradizione solo al suo maggiordomo e a sua madre, rifiuta da diverse puntate all’amata nipote il permesso di portare una radio in casa. Ha ceduto al telefono, ma la radio – in inglese wireless – proprio no. Cosa succede nella seconda puntata della quinta stagione? Re Giorgio V usa la radio per trasmettere il discorso inaugurale della British Empire Exhibition a Wembley: è il 1924 ed è il primo sovrano a farlo, aprendo una lunga stagione di uso dei mass media da parte dei potenti. “Se il re vuole usare la radio per parlare al suo popolo forse dovremmo ascoltarlo”, dice Lord Grantham, aggiungendo un altro tassello al processo di adozione delle innovazioni: l’esempio.»

Mafe De Baggis, Tecnologie che non lo sembrano più

Sulla cresta dell’onda

«Marconi prese così la coraggiosa decisione di provare a inviare un messaggio oltre Atlantico. Fino ad allora la distanza massima di trasmissione era stata 250 km, quindi ci sarebbe voluto un trasmettitore molto più potente per inviare un segnale a 3860 km di distanza, ossia dalla Cornovaglia a Terranova. Graham Bell e Oliver Lodge la dichiararono un’impresa impossibile, sulla base del ragionamento che le onde radio viaggiano in linea retta e quindi non possono flettersi per seguire la curvatura della Terra. I due non potevano sapere che la ionosfera riflette le onde.
Per aumentare il proprio raggio d’azione, la trasmittente doveva essere collocata il più in alto possibile, perciò Marconi costruiva le sue stazioni radio su promontori spazzati dai venti e sull’orlo di precipizi, usando piloni alti più di sessanta metri. Com’era prevedibile, i piloni della Cornovaglia e di Terranova furono abbattuti dai temporali e dovettero essere ricostruiti.»

scheda

La versione migliore

– Cioè, la tracciabilità delle macchine con autopilota sta risolvendo molti di questi problemi, naturalmente. Le mogli sono sempre più informate sugli spostamenti dei mariti, dal log di bordo dove si registrano tutti i percorsi. Ma il mio punto è: e se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Chi farebbe qualcosa d’immorale o d’illegale se sapesse di essere osservato? O che l’illegale trasferimento di denaro è facilmente rintracciabile? O che la telefonata del ricattatore viene tempestivamente registrata? O che l’assalto alla stazione di servizio è filmato da una dozzina di telecamere, e le retine dei malviventi identificate durante la rapina? O che il comportamento del donnaiolo è documentato in una dozzina di modi?
– Non saprei. Immagino che tutte queste cose diminuirebbero di molto.
– Mae, saremmo finalmente costretti a essere la versione migliore di noi stessi. E credo che la gente tirerebbe un respiro di sollievo. Ci sarebbe una fantastica sensazione globale di sollievo. Finalmente, finalmente possiamo essere buoni. In un mondo dove le brutte strade non sono più un’opzione, non abbiamo altra scelta che essere buoni. Te l’immagini?

(Dave Eggers, Il cerchio, 2013)

Dal vivo

«Da qualche anno, non riesco a ricostruire da quanti, circola l’espressione “spettacolo dal vivo”, sancita dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Una volta coesistevano, in un unico crogiolo, il cinema, il teatro, il circo, la danza, la televisione, ecc. Mi sembra che questa distinzione, così ministeriale e asettica, delinei anche se sommariamente due universi; uno è quello della comunicazione elettrica; in esso i linguaggi si travasano e si rispecchiano l’uno nell’altro; la sua punta di lancia è il cellulare, lo strumento nel quale tutto si fonde e si confonde (la televisione, il cinema, la scrittura, il videogioco, la comunicazione vocale, la musica…).; è il mondo della virtualità, quello in cui non si muore mai e nel quale, anzi, continuano a vivere, grazie ai grumi dei pixel, anche i morti, registrati quando erano vivi oppure rigenerati dai programmi di grafica virtuale; l’altro è il mondo dei viventi, cioè di coloro ai quali è consentito invecchiare (gli attori, con le loro rughe a volte gloriose) e morire.»

(Alberto Gozzi, intervista “dramma.it”, giugno 2015)

Nulla

«Newton stesso, credo, vide qualcosa di tutto questo in quella strana estate del 1693. La storia la sai: un mattino presto un cagnetto di nome Diamante rovesciò una candela nell’alloggio di Newton, a Cambridge, causando un incendio che gli distrusse un fascio di carte, e questa perdita fece vacillare la sua mente. Tutte stupidaggini, ovvio, anche il cane è un’invenzione, eppure mi sorprendo a immaginarlo, un personaggio pubblico di cinquant’anni, in piedi, scioccato in mezzo al fumo e alla fuliggine che vola, con il cagnolino bruciacchiato stretto tra le braccia. La cosa assurda è che non sarà la perdita delle preziose carte a renderlo temporaneamente pazzo, ma il semplice fatto che non gliene importa. Potrebbe essere andato perduto il lavoro di tutta una vita, i Principia stessi, l’Ottica, baracca e burattini, e pur tuttavia non significherebbe niente. Ha le lacrime agli occhi, il cane gliele lecca dal mento. Continua a leggere

Henry Joseph Round

Tra i collaboratori di GM uno dei più efficienti e prolifici (117 brevetti) fu certamente H.J. Round, che ebbe ruoli di vitale importanza negli esperimenti di trasmissione a grandissima distanza (Argentina 1909) e di telefonia senza fili in mare (1914).
Assunto dalla Marconi Company nel 1902, fu direttore del Gruppo di Ricerca dal 1921 al 1931 e consulente della compagnia fino alla morte.

scheda bio Electronics Notes

Critical Flaw

Un saggio di Gabriele Balbi mette in luce il confronto tra le impostazioni d’uso One-to-One e One-to-Many all’interno della British Marconi Company e il modo nient’affatto scontato in cui si arrivò al broadcasting, grazie anche al contributo tecnico-ideativo di Arthur Richard Burrows (1882-1947), conosciuto dagli ascoltatori come “Uncle Arthur”, una delle primissime voci della BBC.

Wireless’s “Critical Flaw”. The Marconi Company, Corporation Mentalities, and the Broadcasting Option

Segnali

«Si azzittisce bruscamente, con le mani sospese a mezz’aria, le dita appena divaricate quasi a suggerire una minaccia imprecisa oppure ad attendere l’urto di un segnale Morse, di un impulso elettrico, in codice. Pierre crede di intuire che cosa percepisca quell’uomo. È come quando, in piena notte, una madre si sveglia un istante prima che il figlio neonato inizi a piangere, strappata al sonno dal latte che le si è fatto più pesante nel seno. Certo, potrebbe anche essere che, in realtà, il bambino si sia già lamentato e che la madre si sia svegliata tra un vagito e l’altro, ma non è a questo che penserebbe Kipling, Pierre ne è sicuro. Penserebbe che un figlio non ha bisogno di aprire bocca perché la madre lo comprenda.»

(Alessandro Zaccuri, Il signor figlio, 2007)