Domenico e i bachi

Riprendendo un’inesattezza che si tramanda da decenni, il video dedicato a GM per la lodevole iniziativa promozionale “Bologna Stories” a un certo punto recita: «La famiglia lo sostiene e gli concede per gli esperimenti la soffitta della Villa, dove il nonno allevava i bachi da seta».
Giancarlo Dalle Donne, studioso di GM e grande esperto di documenti d’archivio, fa notare che il nonno di GM, Domenico, morì nel 1848, e che solo nel 1849 Villa Griffone fu acquistata dai Marconi (nella persona di Giambattista, fratello di Giuseppe).

World Radio Day

Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale della Radio. Tale fu proclamata dall’UNESCO, alcuni anni fa, la data del 13 febbraio corrispondente al giorno in cui fu attivata la radio delle Nazioni Unite (13 febbraio 1946).
La giornata celebra la radio quale medium più duttile e moderno del XXI secolo, capace di adattarsi a ogni cambiamento di scenario e in grado di raggiungere le località più remote del pianeta.
L’esplicito obiettivo è migliorare la cooperazione internazionale tra tutte le stazioni del mondo e incoraggiare le principali reti e radio a promuovere la libertà di accesso all’informazione, la libertà di espressione e il rispetto per le diverse culture.

Matthew Maury

Il primo trattato di oceanografia in senso moderno si deve all’ammiraglio americano Matthew Maury (1806-1873), che ideò e organizzò un’imponente raccolta dati, ancor oggi ritenuta essenziale per la compilazione delle carte nautiche.
La sua avventura si intreccia con quella della celebre posa del primo cavo transatlantico, come ricorda un recente articolo di Luciano Canova e Massimo Temporelli su il Tascabile.

scheda bio Encyclopedia.com

Virgola mobile

«Il prefisso Mega sta per milione. Non solo megabyte (un milione di byte) ma anche megaton
(l’energia di un milione di tonnellate di tritolo) o megametro (un milione di metri). Giga vuol dire miliardo e misura (in gigabyte) le capacità delle memorie dei moderni smartphone. Tera equivale a mille miliardi e i computer in commercio hanno ormai hard disk da un terabyte in su. Peta vuol dire un milione di miliardi e gli attuali supercomputer viaggiano alla velocità del petaflops (un milione di miliardi di operazioni al secondo). Ma ora, governi e istituti di ricerca accademici e militari, vogliono fare in fretta il prossimo salto: sviluppare un computer capace di pensare in exaflops. Un miliardo di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.»

(Marco Magrini, “nòva24”, 4 dicembre 2011)

Lizard Point

Una bella pagina web di National Trust ricorda la presenza di GM nella propaggine sud-ovest dell’Inghilterra.
Sono tuttora visibili e in parte visitabili i resti di due diverse stazioni wireless installate da GM oltre un secolo fa: a Poldhu, da cui partì il primo segnale transatlantico (dicembre 1901), e a Bass Point, che fu tra l’altro la prima stazione costiera a ricevere un SOS.

Marconi on the Lizard

Pacchetti

«Internet cominciò come un sistema di telecomunicazioni militari per trasmettere messaggi durante la guerra. Era un sistema di passaggio dei messaggi da salvare dal fallimento. Il modo in cui funzionava portò a inventare, per così dire, l’idea dei “pacchetti”. Ipotizziamo che io stia a San Francisco e tu a Boston. Se voglio inviarti un paragrafo, lo spezzo in piccoli pacchetti di, diciamo, dieci lettere ciascuno, ci metto il tuo nome e indirizzo e un numero, la sequenza, e li mando in giro in diverse direzioni: un pacchetto va via Chicago, un altro via Dallas, un altro ancora via Washington…: vanno in tutte queste diverse direzioni, e poi tornano tutti indietro a San Francisco. A San Francisco i pacchetti si allineano, si guardano l’un l’altro, e scoprono magari che il pacchetto 6 manca. Che cosa è accaduto al pacchetto 6? Ricordatevi che siamo nel 1969, quando si pensava tutto in termini di “primo colpo” e di guerra nucleare… Bene, sfortunatamente il povero pacchetto numero 6 attraversa Minneapolis nell’istante in cui una bomba nucleare colpisce Minneapolis. E, dimenticando quel che succede alla povera gente di Minneapolis, il pacchetto numero 6 viene letteralmente disintegrato. Ora, i pacchetti arrivati sani e salvi a San Francisco dicono: “Chiama Boston e di’ che il pacchetto numero 6 non ha funzionato, digli di inviarlo di nuovo, ma non mandarlo attraverso Minneapolis”. Così il pacchetto 6 prende un’altra strada, tutti i pacchetti si allineano, e alla fine tu ricevi il messaggio. Ora, è importante capire questo, perché il solo modo di distruggere quel sistema di passaggio dei messaggi è disintegrare letteralmente tutte le città, perché nel sistema che ho descritto or ora anche se dieci pacchetti non fossero arrivati, noi avremmo potuto sempre avvertire Boston con un messaggio, e loro avrebbero trovato una soluzione.»

(Nicholas Negroponte, intervista “MediaMente”, 1995)

Colombigramma

Sembra beffardo dedicare un “colombigramma” a GM, a colui cioè che aveva reso superfluo l’utilizzo dei piccioni viaggiatori. E invece traspare nelle poche righe inviate nel 1936 da Gabriele d’Annunzio al “mago” (così anche lui lo chiamava) non solo la profonda stima ma un affetto sincero, per nulla indebolito dalla rarità degli incontri.

«Al saluto aggiungo il ricordo della nostra antica amicizia, o Guglielmo, quando il canto della Fontana paolina accompagnava i nostri pensieri chini su le balaustre protese verso la notte di Roma più stellata del firmamento
(colombigramma, 9 agosto 1936 – mittente: Gabriele d’Annunzio; destinatario: Guglielmo Marconi)

Dove cadono i fulmini

È noto che il primo apparato vero e proprio costruito dal giovanissimo GM fu un “avvisatore di temporali”. Un forte interesse per i fulmini nutrì anche Nikola Tesla, che a Colorado Springs sperimentò addirittura il modo di produrli artificialmente.
Entrambi (così come molti dei loro colleghi) avrebbero accolto con grande curiosità la ricerca capitanata da Rachel I. Albrecht dell’Università di San Paolo (Brasile) e pubblicata di recente dalla American Meteorological Society con il titolo Where are the lightning hotspots on Earth?
Basata su 16 anni di specifiche osservazioni satellitari, la ricerca propone una radiografia dettagliata del comportamento dei fulmini, la cui massima “densità” è stata riscontrata nella regione del lago di Maracaibo, Venezuela.

La scomparsa della materia

righi lenin la scomparsa della materiaVladimir Il′ič Lenin, in una delle sue opere maggiori (Materialismo ed empiriocriticismo, 1909), attacca Augusto Righi per alcune affermazioni riguardo al concetto di materia. In realtà bersagli principali della polemica sono Ernst Mach e Richard Avenarius, e anzi in un passaggio si rimarca la fondamentale onestà intellettuale di Righi. Colpisce, in ogni caso, incontrare sul medesimo terreno di alta teorizzazione un politico e un fisico.
Un estratto in traduzione inglese delle pagine in cui Lenin fa riferimento a Righi è stato gentilmente fornito da Giancarlo Dalle Donne.