Teylers Museum

Ha sede ad Haarlem (Olanda) il “museo delle meraviglie”, un elegantissimo edificio che ospita la più antica struttura espositiva dei Paesi Bassi (1784). Benché molto meno esteso di alcuni grandi musei d’Europa, il Teylers è rinomato perché propone al visitatore un’autentica esperienza estetica e una notevole varietà di approcci conoscitivi. È significativo che anche qui sia ricordata la radiotelegrafia, con la riproduzione di un trasmettitore e di un ricevitore che addirittura – secondo Fons Bleijendaal – furono utilizzati dallo stesso GM nel 1899 durante una dimostrazione nella sala di lettura del Museo. >>

Radiomarconi

Fino a non molti anni fa, cercando in rete notizie su GM, non si trovava gran che, soprattutto in lingua italiana. A partire dal centenario della radio (1995), ha ovviato all’inconveniente il sito realizzato dal Comitato Guglielmo Marconi International, che per una quindicina d’anni ha messo a disposizione dell’appassionato o del curioso una vasta raccolta di scritti, documenti, immagini. Organizzato per tematiche e ad accumulo, senza cioè una schema preordinato, il sito – da qualche tempo inattivo – è tuttora consultabile e fornisce ampio materiale su GM e la radio. >>

Sons of Italy

A testimonianza della popolarità internazionale raggiunta in vita da GM (popolarità in buona parte perdurante), la sconfinata onomastica a lui riferita si estende a settori e istituzioni che nulla hanno a che vedere con la radiotelegrafia. È intitolato a GM, per esempio, il premio più importante attribuito ogni due anni dall’Order Sons and Daughters of Italy in America. Recentemente sono state definite le candidature per il 2019. La premiazione avrà luogo in agosto durante la Convenzione nazionale che si tiene a San Antonio. >>

Rectenne

Nel festoso proliferare di neologismi tecnologici spicca la “rectenna” ovvero l’antenna rettificante, che ha la funzione di trasformare in energia elettrica le onde elettromagnetiche. Fino a poco tempo fa i tentativi in tal senso non fornivano risultati sicuri, ma ora alcuni ricercatori del MIT e dell’Università di Madrid, intervenendo sulla scelta e sull’utilizzo dei materiali semiconduttori, hanno realizzato le prime vere rectenne. L’impiego immediato riguarda la ricarica a distanza di piccoli dispositivi mobili (come gli smartphones); in prospettiva, tuttavia, si ritiene che i settori e i modi di impiego saranno numerosi. AlcunI dettagli in un articolo del magazine digitale di Fastweb. >>

Musei del Telefono

Nonostante Meucci e nonostante l’odierna onnipresenza dei telefoni mobili, in Italia non esiste un vero e proprio “museo del telefono”. Nel corso degli anni alcune collezioni, per riempire parzialmente il vuoto, hanno preso la forma di museo.
Il più noto si trova a San Marcello, in provincia di Ancona, con parecchi pezzi d’epoca che ripercorrono storia e sviluppo della telefonia. Recenti nuove acquisizioni e risistemazioni promettono di elevarne progressivamente l’interesse. >>
Un nuovo museo del telefono si è inaugurato inoltre, nel febbraio di quest’anno, ad Airola, in provincia di Benevento. Anche in esso particolare attenzione è riservata alla storia della comunicazione a distanza, con riferimenti d’obbligo alla radiotelegrafia e all’immancabile GM – il principale “indiziato” ogni volta che s’indaga sui campi (elettromagnetici). >>

Faggin e WALT

La strada che conduce alle invenzioni è lastricata da un gran numero di progetti abortiti, tentativi falliti, rinunce o rimandi o cambi di percorso. Ne è testimone Federico Faggin, uno dei grandi innovatori di fine XX secolo, che racconta al “Corriere della Sera” il suo incontro con Steve Jobs. >>
Sempre a proposito di Apple e di touchscreen: già nel 1993 era pronto il Wizzy Active Lifestyle Telephone (WALT), un prototipo di alcuni degli attuali dispositivi che cominciano con la “i” minuscola. Il progetto fu accantonato e i più non ne seppero nulla o quasi. In questi giorni Sonny Dickson ha pubblicato un video che lo mostra in funzione. >>

Jahrestage

«Maestro alla scuola Hermann Göring di Jerichow. Studioso di storia patria e già pretendente alla mano di Lisbeth Papenbrock, se si deve credere a quel che dice Peter Wulff. Insomma, bisogna crederci senza averlo visto, e Ottje avrà sfogato nei confronti della bimba di Cresspahl non solo i suoi ricordi, anche i suoi problemi d’alcolismo. Stoffregen che nell’ora di musica accennava al pianoforte le prime quattro note di una sinfonia di Beethoven, il segnale della British Broadcasting Corporation, e poi chiedeva alla classe chi conosceva questa sequenza di suoni. E fu la bimba di Cresspahl ad alzare la mano.
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Storia della radio e della televisione in Italia

«È possibile fare la storia di ciò che è stato “scritto nel vento”? Di ciò che è stato prodotto per essere ascoltato e osservato distrattamente, nel corso della giornata, durante le occupazioni domestiche, nel tempo libero, nelle ore del riposo e dello svago? È possibile fare la storia della “cosa” più effimera e labile che esista, diffusa nello spazio dalle onde elettromagnetiche, che prende forma nell’immaterialità del suono e dell’immagine, che sparisce giorno dopo giorno risucchiata dalla voracità insaziabile di milioni di consumatori i quali, Continua a leggere

Can you hear me?

Il Cherenkov Telescope Array (CTA), frutto della collaborazione dell’intera comunità astrofisica mondiale (1000 scienziati da 25 Paesi), è un progetto per la realizzazione di due grandi osservatori astronomici (in Cile e nelle Canarie) allo scopo di studiare il Cosmo attraverso i raggi gamma ad altissima energia. A Las Palmas qualche mese fa è stato inaugurato il primo telescopio. L’attivazione completa è prevista per il 2025.
Il CTA ha organizzato il suo primo “Science Symposium” che si terrà a Bologna tra il 6 e il 9 maggio e include una serata aperta al pubblico con l’intervento di due Nobel per la fisica. >>

Donne in Antartide

Poco più di un anno fa, una spedizione di 80 scienziate (provenienti da una quindicina di Paesi) ha trascorso quasi un mese al Polo Sud per studiare da vicino una delle aree più implicate dai fenomeni che si ritengono connessi al rapido cambiamento climatico globale.
Un’avventura dal duplice obiettivo, perché valorizza finalmente il contributo femminile alla ricerca scientifica. Tra le partecipanti la docente cesenate Elena Joli, intervistata per “la Repubblica” da Marcello Radighieri. >>