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Radar in nuce

Entro il 1938 il Regno Unito attrezza con impianti radar le sue più importanti navi da guerra e costruisce a terra una catena di stazioni radar per l’avvistamento di aerei, a protezione dell’estuario del Tamigi. Più o meno nello stesso periodo l’ingegnere Ugo Tiberio (1904-1980) pone le basi per il radar italiano, che però vede la luce solo a guerra inoltrata.
Tiberio aveva ricevuto l’incarico dal colonnello Luigi Sacco, contattato da GM nel 1933 allo scopo di realizzare il radar. Continua a leggere

Due stranieri

Già nel marzo 1897 McClure’s Magazine si accorge che una nuova tecnologia (la telegrafia senza fili) potrebbe diventare la protagonista delle future comunicazioni. In un lungo articolo di H.J.W. Dam vengono presentati due “gentlemen” giunti recentemente a Londra per proporre le loro invenzioni. Uno è Jagadish Bose, grande scienziato del Bengala spesso trascurato dalla storiografia specialistica; l’altro è GM. Entrambi vengono intervistati a proposito della nuova tecnologia. Interviste indubbiamente molto interessanti: sia – da una parte – perché in esse si percepisce l’ingenuità e la nebbia in cui fatalmente ci si muove agli esordi, sia – dall’altra – perché vi si trovano potenti intuizioni e anticipazioni di quello che poi ha preso corpo nei decenni successivi.

Principessa Mafalda

Il 25 ottobre 1927, il Principessa Mafalda, il più grande transatlantico costruito per una compagnia italiana, fece naufragio nelle acque del Brasile, tra Bahia e Rio de Janeiro. Perirono oltre 300 persone. L’incidente è ricordato come il più grave naufragio italiano del XX secolo. Un resoconto d’epoca si trova nella Illustrazione Italiana, mentre un’analisi storica di questo e di altri naufragi italiani si trova nello studio a cura di Marco Cuzzi Naufragi.
GM (il grande uomo dei salvataggi in mare) aveva familiarità con il Principessa Mafalda, a bordo del quale aveva fatto alcune esperienze di ricezione a grandissima distanza. La notizia di quella tragedia certamente non lo rallegrò.

Prime intercettazioni

Anni fa il periodico Storia Militare (n. 106, luglio 2002) pubblicò uno studio di Filippo CappellanoIl Servizio Radiotelegrafico e intercettazioni del Regio Esercito nel 1915-1918 – che fornisce riscontri numerosi e precisi a proposito degli “esordi” del wireless in campo bellico, riferendosi in particolare alla situazione italiana e quindi anche alla diretta partecipazione di GM all’allestimento del nuovo servizio.

Civitavecchia: cittadinanza onoraria

Il 20 maggio 1931 a GM fu conferita la cittadinanza onoraria di Civitavecchia, città che l’inventore aveva eletto come base per le sperimentazioni con il panfilo Elettra e inoltre luogo di nascita della sua ultimogenita, Maria Elettra, venuta alla luce a Villa Odescalchi il 20 luglio 1930.
Grazie all’impegno di Enrico Ciancarini e Roberto Gargiulli, si è recentemente ritrovato l’annuncio nel “Messaggero” del 21 maggio 1931, come riferisce lo stesso Ciancarini in Centumcellae News.
(segnalazione di Roberto Alaimo IS0JMA)

Gli Aghi

All’estremità occidentale dell’Isola di Wight si elevano The Needles, spettacolare formazione gessosa che lascia a bocca aperta i visitatori. In tale scenario, verso la fine dell’Ottocento, si mise alla prova il nuovo sistema radiotelegrafico: proprio qui, infatti, il giovane GM installò una stazione da cui inviò/scambiò alcuni messaggi che risultarono a tutti gli effetti “storici”, come ricorda ancor oggi il monumento a lui dedicato. >>

Associazione Veterani

Formatasi verso la fine degli anni ’20, The Marconi Veterans Association accoglie tra i suoi membri chiunque sia stato impiegato in uno dei settori della Marconi Company per un periodo di almeno 21 anni (in origine erano 25). Primo presidente dell’associazione fu lo stesso GM, a cui subentrò il cugino Henry Jameson. Nonostante la vetustà dell’associazione, sono ancora assai numerosi i veterani e varie e diversificate le attività.

Connemara

Regione dell’Irlanda Occidentale, Contea di Galway. Nei pressi di Clifden – principale centro della regione – GM costruì una stazione radiotelegrafica per trasmissioni transoceaniche, che fu attivata nell’aprile del 1907. Quattro anni più tardi costruì una nuova stazione a circa sette miglia di distanza dalla prima, grazie alla quale perfezionò un sistema di trasmissione/ricezione non più solo alternata.
Lo racconta Amanda Crowley in “Vie Magazine”. >>

Charles Samuel Franklin

Entrato giovanissimo nella Marconi Co., il londinese C.S. Franklin (1879-1964) svolse l’intera sua carriera nella Compagnia e fu a lungo, insieme a R.N. Vyvyan, il principale collaboratore tecnico di GM. Contribuì ai primi radiocollegamenti transatlantici Europa-America, al progressivo passaggio dalle onde lunghe alle onde corte, all’avvio della sperimentazione televisiva nel Regno Unito.
Numerosi brevetti portano il suo nome, tra cui un oscillatore e l’antenna a fascio per la trasmissione a onde corte.

Beam System e Ionosfera

«Le motivazioni di Marconi, però, e il suo rapporto con entrambi gli inquilini di Via Panisperna, Corbino e Antonio Lo Surdo, non erano affatto superficiali e avevano una solida base scientifica e professionale. Per comprenderla, è necessario rifarsi all’attività di Marconi dopo la prima guerra mondiale, e al secondo contributo rivoluzionario da lui dato alla nascita delle moderne telecomunicazioni Continua a leggere