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Cervelli in fuga

Anche la Rai contribuisce a mantenere vivo un falso luogo comune a proposito del suo fondatore. Nell’episodio n. 5122 di “Un posto al sole” (Rai3) andato in onda lo scorso 13 novembre, uno dei protagonisti afferma: «Marconi inventò la radio ma fu anche l’inventore dei cervelli in fuga».
Nonostante la sagacia degli autori e il clima semischerzoso della scena, si deve purtroppo constatare che non ci si è trattenuti dal giocarsi la carta più ovvia (giornalisticamente parlando), quando invece è noto che GM smentì più volte di persona l’interpretazione della “fuga”, chiarendo che all’inizio del 1896 si era recato a Londra perché la riteneva la destinazione più adeguata e non perché non aveva trovato udienza in Italia.

L’abdicazione

«Non ricordavamo come fosse il mondo in tempo di pace e Gioia aveva conosciuto solo la realtà della guerra. Questo stato di cose ci pareva del tutto normale. Una sera (so adesso che era il 5 novembre 1918) mio padre mi chiamò e io corsi subito all’ultimo piano. Entrai senza far rumore ed egli mi fece cenno di stare zitta. Aveva la cuffia alle orecchie e dalla sua espressione era evidente che stava ascoltando qualcosa di importante. Un paio di minuti dopo si alzò tenendo in mano una striscia di carta, gli brillavano gli occhi. “Il Kaiser – disse – ha abdicato”. In tutta Roma lo sapevano soltanto, in quel momento, Guglielmo Marconi e la sua bambina di dieci anni.»

Degna Marconi Paresce, Marconi, mio padre, 1962 (1993) >>

Tenda Rossa

Venerdì 19 ottobre a Chiavari, presso l’Aula Magna della Scuola Telecomunicazioni FF.AA., si tiene il convegno “Il Dirigibile Italia. 90 anni dalla Tenda Rossa”. Tra i relatori Claudio Sicolo, che parlerà de La Regia Marina e l’introduzione della radiotelegrafia ad onde corte nella spedizione del dirigibile Italia – il ruolo di GM tra leggenda e verità. Sicolo si è già recentemente occupato dell’argomento nel saggio pubblicato da Sandit Le onde smarrite della Tenda Rossa. Al termine del convegno visita guidata al Museo Marinaro di Chiavari.

Fratello maggiore

L’A.R.I. Associazione Radioamatori Italiani (fino al 1977 Associazione Radiotecnica Italiana) venne fondata nel 1927 da Ernesto Montù. GM ne fu presidente onorario per dieci anni (1927-1937). Tale carica potrebbe confondersi tra le molte conferitegli negli anni ’20 e ’30, ma ha invece un significato preciso. GM coltivò infatti un rapporto privilegiato con i radioamatori fin dal loro apparire, nei primi anni del secolo, probabilmente perché era e si sentiva una sorta di capostipite, di fratello maggiore: il giovane «dilettante di elettricità» che, provando e riprovando, aveva ideato un nuovo metodo per comunicare a distanza.

Cesare Bardeloni

L’ingegnere Cesare Bardeloni (1872-1933) fu un autentico specialista delle applicazioni radio in ambito militare. Collaborò strettamente con GM nel periodo della prima guerra mondiale, lavorando a diversi progetti, tra cui un “Epuratore” che prese il suo nome. Fece carriera nell’Arma del Genio, congedandosi con il grado di generale di brigata. Fu membro del CNR e ricevette numerosi riconoscimenti pubblici.
Una nota sul sito di Carlo Bramanti fornisce utili informazioni. >>

Crockhaven

In parziale polemica con alcune affermazioni di Raboy, sulle colonne del “Southern Star” di quasi un anno fa si rievocava la presenza di GM nel West Cork irlandese (1901) e si manifestava l’orgoglio dell’odierna comunità per aver ospitato un esperimento di così grande importanza. Un sentimento che si è materializzato nell’opera scultorea di Susan O’Toole, dove tuttavia – stando all’immagine – si fatica a cogliere qualcosa di GM e della sua impresa. >>

Nel Biografico Treccani

Fra i 30.000 profili del Dizionario Biografico degli Italiani compare anche quello di GM, che fu tra l’altro Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. La ciclopica impresa del Biografico, concepita negli anni Venti, ha preso il via nel 1961 e ha prodotto fino ad oggi 90 volumi. La voce che riguarda GM è opera di Maria Grazia Ianniello ed è pubblicata nel volume 69. >>
(Tra le varie schede su GM nell’arcipelago Treccani ce n’è anche una, breve e un po’ distratta, in cui si legge che GM nacque a Livorno.)

Guerra anglo-boera

Il primo utilizzo del wireless a scopi bellici risale al biennio 1899-1900, in occasione del secondo conflitto anglo-boero in Sudafrica. Soltanto da pochi anni GM sperimenta il suo sistema, eppure l’esercito britannico gli commissiona un certo numero di apparati, che poi vengono utilizzati con successo dalla Royal Navy. Lo racconta Tim Wander nell’introduzione al suo studio Wireless Goes to War. Fu l’esordio della telegrafia senza fili in zona di guerra – un argomento che tormentò GM per tutta la vita, diviso tra l’innato pragmatismo e la concezione del wireless come straordinario veicolo di pace e prosperità.

Per Marchi

Scritta a Roma il 12 luglio 1932 su carta intestata della Reale Accademia d’Italia, una lettera indirizzata a don Francesco Negrini, parroco di Calderara di Reno (Bologna), testimonia quanto GM avesse a cuore il sodale dei suoi primi esperimenti.
(segnalazione di Renzo Piana)
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A bordo dell’Elettra

L’edizione di Genova de “la Repubblica” di ieri presenta un articolo firmato da Marco Ferrari in cui si racconta di Bernardo Ratti, che per circa un triennio fece parte dell’equipaggio del panfilo Elettra e che quindi si trovò in diverse occasioni a contatto diretto con GM. I ricordi di Ratti, riferiti dal nipote, confermano l’impressione (che si ricava da varie fonti) di un GM molto amabile e cortese nei confronti dei sottoposti, pur non dimentico della sua posizione e del suo prestigio. >>