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Nel Biografico Treccani

Fra i 30.000 profili del Dizionario Biografico degli Italiani compare anche quello di GM, che fu tra l’altro Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. La ciclopica impresa del Biografico, concepita negli anni Venti, ha preso il via nel 1961 e ha prodotto fino ad oggi 90 volumi. La voce che riguarda GM è opera di Maria Grazia Ianniello ed è pubblicata nel volume 69. >>
(Tra le varie schede su GM nell’arcipelago Treccani ce n’è anche una, breve e un po’ distratta, in cui si legge che GM nacque a Livorno.)

Guerra anglo-boera

Il primo utilizzo del wireless a scopi bellici risale al biennio 1899-1900, in occasione del secondo conflitto anglo-boero in Sudafrica. Soltanto da pochi anni GM sperimenta il suo sistema, eppure l’esercito britannico gli commissiona un certo numero di apparati, che poi vengono utilizzati con successo dalla Royal Navy. Lo racconta Tim Wander nell’introduzione al suo studio Wireless Goes to War. Fu l’esordio della telegrafia senza fili in zona di guerra Continua a leggere

Per Marchi

Scritta a Roma il 12 luglio 1932 su carta intestata della Reale Accademia d’Italia, una lettera indirizzata a don Francesco Negrini, parroco di Calderara di Reno (Bologna), testimonia quanto GM avesse a cuore il sodale dei suoi primi esperimenti.
(segnalazione di Renzo Piana)
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A bordo dell’Elettra

L’edizione di Genova de “la Repubblica” di ieri presenta un articolo firmato da Marco Ferrari in cui si racconta di Bernardo Ratti, che per circa un triennio fece parte dell’equipaggio del panfilo Elettra e che quindi si trovò in diverse occasioni a contatto diretto con GM. I ricordi di Ratti, riferiti dal nipote, confermano l’impressione (che si ricava da varie fonti) di un GM molto amabile e cortese nei confronti dei sottoposti, pur non dimentico della sua posizione e del suo prestigio. >>

Marconiphone e microonde

«La storia ci racconta come presso la Compagnia Scientifica Marconi Co. di Londra, nella sezione Telegrafi Senza Fili, subito dopo la Prima Guerra Mondiale si cominciarono a costruire ricevitori a livello artigianale, principalmente per il mercato amatoriale. Nel 1922 a Chelmsford venne creato uno specifico dipartimento di produzione, chiamato Marconiphone, affiliato alla Marconi Co. Il piccolo dipartimento Marconiphone acquisisce nel 1925 la Compagnia Telefonica Sterling, Continua a leggere

Pontecchio-Sydney

Il 26 marzo 1930, dal panfilo Elettra ancorato al porto di Genova, GM accende mediante un radiosegnale l’impianto di illuminazione del Municipio di Sydney, Australia, dove si inaugura l’Esposizione Universale Radioelettrica. Cinquant’anni più tardi, nell’ottobre 1980, dal parco di Villa Griffone s’invia un analogo segnale all’Opera House di Sydney, uno dei grandi edifici simbolo della modernità. Il marconista è addirittura il Ministro delle Poste e Telecomunicazioni e la cerimonia viene trasmessa in mondovisione. Ne riferisce Romy Grieco in un articolo dell’epoca per “il Resto del Carlino”. >>

Tra i ghiacci

Lorenzo Guadagnucci intervista per QN Giuseppe Biagi, omonimo nipote del marconista che novant’anni fa contribuì in maniera determinante al salvataggio dei dispersi del dirigibile Italia.
Nei ricordi del nipote è ben viva anche l’insistenza di GM, che raccomandò di imbarcare sul dirigibile la radio d’emergenza. >>

Radar in nuce

Entro il 1938 il Regno Unito attrezza con impianti radar le sue più importanti navi da guerra e costruisce a terra una catena di stazioni radar per l’avvistamento di aerei, a protezione dell’estuario del Tamigi. Più o meno nello stesso periodo l’ingegnere Ugo Tiberio (1904-1980) pone le basi per il radar italiano, che però vede la luce solo a guerra inoltrata.
Tiberio aveva ricevuto l’incarico dal colonnello Luigi Sacco, contattato da GM nel 1933 allo scopo di realizzare il radar. Continua a leggere

Due stranieri

Già nel marzo 1897 McClure’s Magazine si accorge che una nuova tecnologia (la telegrafia senza fili) potrebbe diventare la protagonista delle future comunicazioni. In un lungo articolo di H.J.W. Dam vengono presentati due “gentlemen” giunti recentemente a Londra per proporre le loro invenzioni. Uno è Jagadish Bose (1858-1937), grande scienziato del Bengala spesso trascurato dalla storiografia specialistica; l’altro è GM. Continua a leggere

Principessa Mafalda

Il 25 ottobre 1927, il Principessa Mafalda, il più grande transatlantico costruito per una compagnia italiana, fece naufragio nelle acque del Brasile, tra Bahia e Rio de Janeiro. Perirono oltre 300 persone. L’incidente è ricordato come il più grave naufragio italiano del XX secolo. Un resoconto d’epoca si trova nella Illustrazione Italiana, mentre un’analisi storica di questo e di altri naufragi italiani Continua a leggere