La rivoluzione dimenticata

«In primo luogo, lo studio della “rivoluzione scientifica”, cioè della nascita del metodo scientifico (che avviene essenzialmente, è questa una delle tesi qui sostenute, nel IV secolo a.C.), è indispensabile per la conoscenza della civiltà ellenistica.
In secondo luogo l’esame del ruolo svolto dalla scienza antica è essenziale per la comprensione di alcune questioni di capitale importanza per la storiografia, quali il ruolo di Roma, i motivi della decadenza della vita urbana e della tecnologia nel medioevo, l’originalità, le caratteristiche e i limiti della “Rinascita scientifica” moderna. Continua a leggere

Crompton

«While the first half of the century belonged to the “theoreticians”, the second half was a period of creativity in science and engineering. Important inventors from this era included Thomas Edison, Nikola Tesla, Guglielmo Marconi and Colonel Crompton». L’affermazione di Mark Frary, contenuta in un saggio sugli inizi dell’epoca elettrica, sorprende un po’, perché affianca a tre giganti della scienza moderna universalmente riconosciuti un inventore-imprenditore poco noto al di fuori del mondo britannico. E invece è pienamente motivata: il colonnello inglese R.E.B. Crompton (1845-1940) fu infatti – con la sua società, la Crompton & Co. – uno dei protagonisti nel processo di diffusione e standardizzazione mondiale della illuminazione elettrica.

Super Meteo

È pratica diffusa, da un paio di decadi, consultare quasi compulsivamente le previsioni meteo. Per ironia della sorte, il clima, nel frattempo, è divenuto sempre più imprevedibile. (>>)
Il Centro per le previsioni a medio termine di Reading (UK) è stato fino ad oggi il “fornitore ufficiale” di dati per tutta l’Europa. Dopo aver vinto una gara d’appalto, il Tecnopolo di Bologna è ora la nuova sede del Centro e ha in programma l’installazione di due nuovi supercomputer, grazie ai quali migliorare sensibilmente non solo le previsioni ma anche il complesso monitoraggio del clima.
Maggiori dettagli in un articolo della MIT Technology Review. >>

Radiomuseo a Tuglie

Nel tacco dello stivale d’Italia, a Tuglie (provincia di Lecce), è aperto al pubblico dal 2004 un piccolo museo dedicato alla radio: cento pezzi collezionati nel corso del tempo da Salvatore Giuseppe Micali, capoturno della stazione radio di bordo nella Marina Militare, pezzi confluiti, insieme ad altro materiale, nel nascente museo, voluto fortemente dalle Amministrazioni Locali.
Dal 2015 il Museo è gestito dall’associazione culturale “Amici della Biblioteca”. >>

Le tetradi perdute

Alcuni mesi fa è mancato Eric McLuhan (1942-2018), figlio del grande studioso dei mass media Marshall McLuhan. Anche Eric fu studioso e docente di comunicazione e pubblicò insieme al padre diversi testi.
L’idea che probabilmente più di tutte li accomunò è quella delle “tetradi”, che fotografa il processo e le invariabili regole cui deve sottoporsi qualsiasi innovazione. >>

Polo in movimento

Nell’anno 1600 William Gilbert pubblicò a Londra De magnete. Da allora studi e teorie hanno chiarito le caratteristiche del campo magnetico terrestre, tra cui la più importante (e ovvia per gli esperti) è che il polo nord geografico non combacia con il polo nord magnetico. Non si tratta di un dettaglio, se per esempio si fa abitualmente uso della bussola. Oltre a non coincidere con l’omonimo geografico, il polo nord magnetico è mobile, e negli ultimi tempi (come più volte nella storia) ha accelerato i suoi movimenti. Lo evidenzia un recente articolo del settimanale “Tuttoscienze”. >>

Giornata Mondiale della Radio

Anche il Comune di Sasso Marconi – com’è doveroso – ricorda nel suo bollettino Cose in Comune che il 13 febbraio si celebra il World Radio Day.
La speciale ricorrenza è proposta da alcuni anni dall’Unesco, il cui motto (Building peace in the minds of men and women) sembra lontanamente riecheggiare quello di GM (… le mie invenzioni sono per salvare l’umanità, non per distruggerla).

Museo della Radio e della Televisione

Ha sede a Torino, nel Centro di Produzione della Rai, e si definisce museo “aziendale” (perché collegato direttamente al grande patrimonio Rai), ma risulta a tutti gli effetti un museo storico-scientifico di notevole interesse generale, con i suoi 1200 pezzi e la copertura di un arco tecnologico che va dal telegrafo alla tv digitale, passando inevitabilmente per GM, che della Uri/Eiar/Rai fu fondatore e nume tutelare. È aperto periodicamente al pubblico dal 1993. >>

Veduta del Griffone

Appartiene alle Collezioni di Genus Bononiae un bel disegno di Rodolfo Fantuzzi (1781-1832) che ritrae Villa Griffone agli inizi del XIX secolo, quando ancora non si era messa mano all’ampliamento con la costruzione delle due ali laterali (1852) né era stato edificato il mausoleo che ospita la salma di GM (1941).
Dal 1855 la villa fu proprietà del padre di GM, Giuseppe. Alla morte di costui (1904) passò a GM. Alla morte di GM (1937), dopo trattative separate con gli eredi, passò allo Stato italiano. >>

La radio

Nel 2011 fu insignito del riconoscimento di “Marconista del XXI secolo”. Ma è soprattutto nel XX secolo che Lodovico Gualandi si è prodigato per rendere pienamente merito a GM e respingere gli attacchi provenienti dalla Russia. L’accanimento contro la versione che attribuiva a Popov l’invenzione della radio lo ha accompagnato in decenni di studi marconiani, che risultano doppiamente istruttivi (sul versante storico e su quello della radiotecnica). A coronare una vita dedicata a GM, una decina d’anni fa pubblicò un “Dossier Marconi” nonché un libro che raccoglie le personali meditazioni sull’argomento “radio”. >>