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Combustibile ET

«Degli extraterrestri, di tutti gli innumerevoli extraterrestri inventati dalla narrativa di genere, non si sa nulla con certezza, tranne una cosa su cui tutti concordano: non fanno niente senza un motivo. Ciò si deve alla loro appartenenza alla suddetta narrativa di genere, nella quale non rimangono mai fili sciolti. Perciò non potevano essersi impegnati ad accumulare immagini semplicemente per hobby. Dovevano aver perfezionato la trasmissione delle immagini a distanza, in modo da potersi inserire essi stessi nella trasmissione e viaggiare. Dopotutto, le immagini sono di per sé una forma di trasmissione. Non bisogna far altro che accentuare un po’ questo loro aspetto perché diventino veicoli efficienti quanto rapidi. Ecco com’erano arrivati. Le immagini erano il combustibile che gli occorreva. Era per questo motivo che ne avevano fatto incetta.»

(César Aira, Il marmo, 2009)

Infinita lontananza

cielo stellato infinita lontananza«Se è vero che la materia organica (per esempio noi) è stata prodotta nelle combustioni stellari, non è poi così strano che alle profondità del cielo noi abbiamo dedicato tanta attenzione, producendo miti, religioni, cosmogonie, cosmologie, soprattutto nostalgie. D’altra parte non c’è nulla, per noi, di così lontano come il cielo. E se la nostalgia è desiderio del ritorno, la lontananza fra noi e la nostra origine è tale che non possiamo realmente farci una ragione del nostro essere qui, e nemmeno un’idea di come si possa tornare là. L’infinita lontananza del cielo è forse l’immagine meno inadeguata di quell’alterità, per definizione inattingibile, verso la quale (e dalla quale), nonostante ogni passo valga zero in termini di avvicinamento (e quindi di allontanamento), ci sentiamo contemporaneamente attratti e respinti. La metafora per questa tensione è quella magnetica: noi, come l’ago, abbiamo un estremo che propende e un altro che rifugge, in questo modo troviamo la nostra posizione lungo la linea del campo magnetico.»

(Dario Voltolini, Il tempo della luce, 2005)

Technical Communication

marconis-wireless-and-the-rhetoric-of-a-new-technology«We should avoid conflating science and technology, but we must also not ignore their similarities and obvious overlap. Because science also needs actors working together or, at least, interacting with experiments and research, both technology and science should be seen as comparable. After all, technology is often an application of science: In the case of the wireless, actors such as Marconi and others worked to harness the power of hertzian waves for commercial enterprise. Although expert-to-expert discourse might reveal major differences between science and technology based on a particular focus of applied vs. theoretical endeavors, communicators filter scientific and technical information to lay audience in similar ways, making that delivery technical communication.»

scheda Springer

The Mobile Revolution

«Pioneered by Guglielmo Marconi, wireless telegraphy created the first customers and business steinbock_themobilerevolutionmodels in the mobile industry, particularly in the maritime sector. Over time, it led to AM communications, which was pioneered by police departments in the United States, and FM communications, which provided a substantial military advantage to US defence forces during the Second World War.
After the war years, these technologies led to the pioneering of mobile industrial services and the development of the first consumer test markets. However, there was only one (and very primitive) service, really: voice – and this defined the mobile services for the next half a century.
The cellular concept was discovered as early as 1947 at the Bell Labs, but commercialization followed only in the 1980s with analog cellular networks. These services appealed primarily to automobile drivers and corporate markets. Starting in the early 1990s, digital transition made possible consumer mass markets, which have been rapidly specializing and globalizing ever since.»

scheda Amazon

Dopo Marconi il diluvio

dopo marconi il diluvio«La materia trattata – come chi mi conosce può immaginare – è legata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ma sarebbe terribilmente riduttivo pensare che si tratti di una descrizione tecnica più o meno divulgativa. La mia attività storica di studioso dell’opera di Guglielmo Marconi mi ha convinto del fatto che una corretta interpretazione degli scenari e dell’evoluzione delle tecnologie ICT è molto facilitata se si è in grado di inquadrarli nel processo storico generatore. E un numero sempre maggiore di ingegneri sta abbracciando tale convinzione, anche se si tratta ancora di una componente minoritaria.»

scheda Pendragon

Il sussurro

radioascolto_anniventi«Quando, terminata la cena, tornarono in salotto ad ammirare la radio, il Signor Crowther si diede da fare girando le manopole. Frances nutriva qualche dubbio su quell’apparecchio. Mentre si aggiustava le cuffie alle orecchie si sentiva vagamente ridicola, e per alcuni, deludenti secondi poté udire solo una specie di rantolo prolungato. Ma poi, finalmente, i sibili e crepitii si trasformarono in una voce, e allora sì, fu una cosa eccitante, misteriosa, riconoscere Shakespeare e sapere che le parole, dopo avere attraversato chilometri e chilometri di spazio vuoto, arrivavano direttamente al suo orecchio, come un sussurro di Dio. In un certo senso, però, era ancora più strano togliersi le cuffie e rendersi conto che quel sussurro stava continuando, pensare che sarebbe andato avanti, immutato nel suo fervore, indipendentemente dal fatto che qualcuno lo ascoltasse o meno.»

(Sarah Waters, Gli ospiti paganti, 2014)

Wireless Writing in the Age of Marconi

wirelesswritingFilippo Tommaso Marinetti, Rudolf Arnheim, Gabriele d’Annunzio, Ezra Pound sono gli scrittori presi in esame da Timothy Campbell, docente di Italian Studies alla Cornell University (Ithaca, N.Y.), nel suo saggio sugli effetti prodotti dalla radiotelegrafia in campo estetico e poetico, a partire dagli inizi del Novecento.
La tesi di fondo è che la novità introdotta da GM esercitò una significativa influenza sul “modernismo” e sugli stilemi che in vario modo lo caratterizzarono.
Lo studio è stato pubblicato nel 2005.

scheda Google libri

The Man Who Networked the World

raboy_marconiDa tempo annunciata, esce finalmente la ponderosa biografia di GM ad opera del canadese Marc Raboy, docente di Ethics, Media and Communications presso la McGill University, Montreal.
Le 872 pagine, il lungo lavoro di preparazione, il prestigio dell’editore (Oxford University Press) fanno supporre che si tratti del primo autentico studio biografico integrale su GM (secondo moderni criteri storiografici).
In attesa di una traduzione, è possibile acquistare il libro in versione originale, anche in formato ebook.

scheda Oxford University Press
recensione Nature
recensione New York Times

Unicità della radio

Diamond rist._DiamondNel 1991 il biologo statunitense Jared Diamond pubblicò Il terzo scimpanzé. Ascesa e caduta del primate Homo sapiens, un articolato studio sulle peculiarità della nostra specie. Nel capitolo “Soli in un universo affollato” affronta il tema della ipotetica presenza di altre forme di vita.

«I primi esperimenti pratici ebbero inizio solo attorno al 1888; non è ancora passato un secolo da quando Marconi riuscì per primo a stabilire un collegamento radio alla distanza di poco più di un chilometro e mezzo; la trasmissione interstellare è ancora di là da venire, anche se l’esperimento di Arecibo del 1974 fu il nostro primo tentativo su questa linea.
All’inizio di questo capitolo ho detto che l’esistenza di radio sull’unico pianeta a noi noto sembra suggerire a tutta prima che questo apparecchio si sia evoluto anche su altri pianeti. In realtà un più attento esame della storia della Terra sembra invece rafforzare proprio la conclusione opposta: è estremamente improbabile che altre civiltà siano arrivate alla radio. Solo una fra i miliardi di specie che sono esistite sulla Terra ha mostrato una qualche attitudine al riguardo, e questo solo dopo 69.999/70.000 dei sette milioni di anni della sua storia. Un visitatore extraterrestre che fosse sceso sulla Terra ancora nel 1800 d.C. avrebbe escluso che sul nostro pianeta saremmo mai arrivati a costruire radio.»

La prima volta del telefono

laprimavoltadeltelefonoIl libro, che racconta la storia del celebre programma “Chiamate Roma 3131“, è corredato da un’ampia documentazione audiovideo in dvd.
Raffaele Vincenti ha lavorato in Rai per quarant’anni (gli ultimi dodici alla Direzione Teche) guadagnandosi l’appellativo di “archeologo della Radio” (cfr. il suo sito). È autore anche di uno studio storico sul documentario radiofonico e di una “Intervista impossibile” a Heinrich Hertz, messa in scena nel dicembre 2014 al Teatro dell’Angelo (Roma) dallo stesso Vincenti e da Michele Mirabella.

scheda Rai Eri