Archivi categoria: libri, pagine, riviste

L’abdicazione

«Non ricordavamo come fosse il mondo in tempo di pace e Gioia aveva conosciuto solo la realtà della guerra. Questo stato di cose ci pareva del tutto normale. Una sera (so adesso che era il 5 novembre 1918) mio padre mi chiamò e io corsi subito all’ultimo piano. Entrai senza far rumore ed egli mi fece cenno di stare zitta. Aveva la cuffia alle orecchie e dalla sua espressione era evidente che stava ascoltando qualcosa di importante. Un paio di minuti dopo si alzò tenendo in mano una striscia di carta, gli brillavano gli occhi. “Il Kaiser – disse – ha abdicato”. In tutta Roma lo sapevano soltanto, in quel momento, Guglielmo Marconi e la sua bambina di dieci anni.»

Degna Marconi Paresce, Marconi, mio padre, 1962 (1993) >>

L’armistizio

La mattina dell’11 novembre 1918 l’intera Europa e mezzo mondo erano in spasmodica attesa: la Germania doveva accettare o meno le condizioni di resa proposte dagli Alleati e dagli Stati Uniti 72 ore prima. Tre stazioni wireless funzionarono da centri di comunicazione: quella della Torre Eiffel, a Parigi, dove si trovavano il maresciallo Ferdinand Foch e i delegati tedeschi; quella di Spa, per l’Alto Comando militare tedesco; e quella della Marconi House, a Londra, che operava per conto dell’Ammiragliato britannico. Quando infine il messaggio che poneva termine alla Grande Guerra fu trasmesso da Spa a Parigi, nel giro di pochi minuti rimbalzò a Londra e di lì in tutto il mondo. Continua a leggere

The Game

La riflessione sulle nuove tecnologie e sui modi in cui si è determinato l’habitat contemporaneo è da alcuni anni un sottogenere letterario, con migliaia di titoli pubblicati nelle più svariate lingue. Di fronte a tale sovrabbondanza il rischio è di perdersi o di scoraggiarsi. Ma alcuni testi, per la qualità dell’autore e la non superficialità dell’analisi, vanno presi in considerazione, a prescindere dal fatto che se ne condividano o meno le tesi. Uno di essi è senz’altro il recente The Game di Alessandro Baricco.

Expo 1900

«Ben 50 milioni provenienti da tutto il mondo furono i visitatori dell’Esposizione parigina, dove poterono ammirare, come scriveva la Guida Hachette, “i meravigliosi progressi delle arti e dell’industria alla fine del XIX secolo e all’alba del XX”. “L’Esposizione del 1900 mondiale e universale è il magnifico risultato, il bilancio straordinario di un intero secolo, il più fecondo di scoperte, il più prodigioso nelle scienze che hanno rivoluzionato l’ordine economico dell’Universo. Continua a leggere

Strano congegno

«La prima volta che Marcos Rodríguez Pantoja sentì delle voci alla radio, si spaventò. Pensò: “Caspita, quella gente dev’essere lì da un sacco di tempo!”. Era il 1966, e Rodríguez si era svegliato da un pisolino sentendo quelle voci. La conversazione veniva da una piccola scatola di legno. Si alzò e si avvicinò a quello strano congegno. Non c’era una porta, uno sportello, neanche una piccola fessura sulla superficie. Niente. Quelle persone erano intrappolate lì dentro. Continua a leggere

Tenda Rossa

Venerdì 19 ottobre a Chiavari, presso l’Aula Magna della Scuola Telecomunicazioni FF.AA., si tiene il convegno “Il Dirigibile Italia. 90 anni dalla Tenda Rossa”. Tra i relatori Claudio Sicolo, che parlerà de La Regia Marina e l’introduzione della radiotelegrafia ad onde corte nella spedizione del dirigibile Italia – il ruolo di GM tra leggenda e verità. Sicolo si è già recentemente occupato dell’argomento nel saggio pubblicato da Sandit Le onde smarrite della Tenda Rossa. Al termine del convegno visita guidata al Museo Marinaro di Chiavari.

Le parole nell’aria

Da alcune settimane è in libreria il romanzo di Bernie McGill Le parole nell’aria (titolo originale “The Watch House”). Ambientato nell’Irlanda di fine Ottocento, narra dell’incontro tra una giovane isolana e un collaboratore di GM, a cui segue un progressivo coinvolgimento della ragazza negli esperimenti radiotelegrafici.
McGill, secondo la critica, fonde con ammirevole sensibilità la vicenda personale e quella scientifico-sperimentale e realizza un’opera coinvolgente e poetica.

Un mondo di armonia

«In seguito, nel XIX secolo, il vegetarianismo era diventato una dottrina che mirava alla rigenerazione dell’umanità. Insieme all’elettricità e alla telegrafia senza fili, il vegetarianismo era chiamato a illuminare il mondo dei bruti trasformandolo a poco a poco in un mondo di armonia. Tra i più famosi vegetariani degli ultimi due secoli c’era Adolf il Crucco. Nonostante la sua avversione per gli ebrei, Adolf non poteva fare a meno di condividere con loro la repulsione per la carne di maiale, di avvoltoio, di cammello.»

Patrik Ourednik, La fine del mondo sembra non sia arrivata, 2016 >>

Dall’Australia

È noto il cosmopolitismo di GM, che operò in tutti e cinque i continenti. Non sorprende quindi che, con una certa regolarità, giungano al Museo Marconi persone provenienti da terre molto lontane. Qualche mese fa l’australiano Steve Ahern, dopo aver visitato Villa Griffone (che lui erroneamente indica con la “i” finale: Griffoni), ha compilato un esauriente resoconto del suo “pellegrinaggio” nel luogo di nascita della Radio. >>
Ahern è un esperto di broadcasting e ha pubblicato un fortunato libro sulla radiofonia in epoca digitale.

Monte Radar

«Monte Radar era un luogo misterioso. Il picco scosceso, che un tempo non aveva nome, fu chiamato così a causa della grande antenna parabolica montata sulla sommità. In realtà, chiunque avesse un minimo di buonsenso sapeva che non si trattava affatto di un’antenna radar; sebbene ogni giorno fosse orientata in maniera diversa, essa non si muoveva mai in modo continuo. E quando soffiava il vento, il disco emetteva un ululato che si sentiva anche in lontananza.
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