Archivi categoria: libri, pagine, riviste

Messaggio dallo Spazio

«L’ostinazione manifestata nell’elaborazione di teorie appare del resto evidente in tutte le relazioni che narrano la storia della Voce del Padrone. Si era sempre trattato di un’ostinazione rigorosamente bipolare: la “lettera” rappresentava o un atto di “benevola protezione”, di condivisione di quel sapere tecnologico che la nostra civiltà considera il bene supremo, oppure un atto di aggressione abilmente camuffato, nel senso che ciò che sarebbe sorto in seguito alla materializzazione della “lettera” sarebbe stato diretto alla conquista della Terra e dell’umanità, se non addirittura alla sua distruzione. Continua a leggere

Licenze

«Il controllo sulla trasmissione e la ricezione dei segnali radio spettava al ministero delle Poste, in virtù di una legge precedente che gli aveva affidato quello sui telegrafi. Il ministero prese molto sul serio le proprie responsabilità, limitando la concessione delle licenze fino agli inizi degli anni venti sulla base di un’effettiva utilità scientifica. Perfino la Marconi Company – protagonista indiscussa della nascente attività – dovette fare richiesta di un permesso per trasmettere dalla stazione sperimentale di Chelmsford. Continua a leggere

Primo amore

Edito a Milano dai Fratelli Treves nel 1928 a cura di Eugenio Giovannetti, Quand’amai la prima volta recita nel sottotitolo: “Confessioni dei più illustri contemporanei”.
Tra essi non poteva mancare GM, unitamente a Kipling, Pirandello, Croce, Clemenceau, Papini, d’Annunzio, Mussolini, Freud, Deledda, Puccini, Toscanini e molti altri.
Le loro dichiarazioni, raccolte da Giovannetti, possono non solo incuriosire ma fornire ai biografi alcuni dettagli poco conosciuti.
Il libro fu ristampato da Garzanti nel 1944.

Pollicine

«Pigiati in metropolitana come sardine in scatola, ci avviciniamo gli uni agli altri senza guardarci, ognuno chiuso in se stesso, in una solitudine assoluta, determinata da questa estensione, formattata da una tecnica a geometria metrica e dalla densità della sua occupazione; lontani, anche se a pochi centimetri. Il convoglio si trasforma in un chiostro laico, in una cella di prigione per innocenti. Poi, munita di auricolari, cellulari e computer, arriva una piccola schiera di Pollicine, attente e chiacchierone. Continua a leggere

Esempio sovrano

«Torniamo a Downton Abbey, precisamente alla seconda puntata della quinta stagione: Lord Grantham, il padrone di casa, secondo in amore della tradizione solo al suo maggiordomo e a sua madre, rifiuta da diverse puntate all’amata nipote il permesso di portare una radio in casa. Ha ceduto al telefono, ma la radio – in inglese wireless – proprio no. Cosa succede nella seconda puntata della quinta stagione? Continua a leggere

Sulla cresta dell’onda

«Marconi prese così la coraggiosa decisione di provare a inviare un messaggio oltre Atlantico. Fino ad allora la distanza massima di trasmissione era stata 250 km, quindi ci sarebbe voluto un trasmettitore molto più potente per inviare un segnale a 3860 km di distanza, ossia dalla Cornovaglia a Terranova. Graham Bell e Oliver Lodge la dichiararono un’impresa impossibile, sulla base del ragionamento che le onde radio viaggiano in linea retta e quindi non possono flettersi per seguire la curvatura della Terra. I due non potevano sapere che la ionosfera riflette le onde. Continua a leggere

La versione migliore

«- Cioè, la tracciabilità delle macchine con autopilota sta risolvendo molti di questi problemi, naturalmente. Le mogli sono sempre più informate sugli spostamenti dei mariti, dal log di bordo dove si registrano tutti i percorsi. Ma il mio punto è: e se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Chi farebbe qualcosa d’immorale o d’illegale se sapesse di essere osservato? O che l’illegale trasferimento di denaro è facilmente rintracciabile? O che la telefonata del ricattatore viene tempestivamente registrata? Continua a leggere

Dal vivo

«Da qualche anno, non riesco a ricostruire da quanti, circola l’espressione “spettacolo dal vivo”, sancita dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Una volta coesistevano, in un unico crogiolo, il cinema, il teatro, il circo, la danza, la televisione, ecc. Mi sembra che questa distinzione, così ministeriale e asettica, delinei anche se sommariamente due universi; uno è quello della comunicazione elettrica; in esso i linguaggi si travasano e si rispecchiano l’uno nell’altro; Continua a leggere

Nulla

«Newton stesso, credo, vide qualcosa di tutto questo in quella strana estate del 1693. La storia la sai: un mattino presto un cagnetto di nome Diamante rovesciò una candela nell’alloggio di Newton, a Cambridge, causando un incendio che gli distrusse un fascio di carte, e questa perdita fece vacillare la sua mente. Tutte stupidaggini, ovvio, anche il cane è un’invenzione, eppure mi sorprendo a immaginarlo, un personaggio pubblico di cinquant’anni, in piedi, scioccato in mezzo al fumo e alla fuliggine che vola, con il cagnolino bruciacchiato stretto tra le braccia. Continua a leggere

Segnali

«Si azzittisce bruscamente, con le mani sospese a mezz’aria, le dita appena divaricate quasi a suggerire una minaccia imprecisa oppure ad attendere l’urto di un segnale Morse, di un impulso elettrico, in codice. Pierre crede di intuire che cosa percepisca quell’uomo. È come quando, in piena notte, una madre si sveglia un istante prima che il figlio neonato inizi a piangere, strappata al sonno dal latte che le si è fatto più pesante nel seno. Continua a leggere