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Nulla

«Newton stesso, credo, vide qualcosa di tutto questo in quella strana estate del 1693. La storia la sai: un mattino presto un cagnetto di nome Diamante rovesciò una candela nell’alloggio di Newton, a Cambridge, causando un incendio che gli distrusse un fascio di carte, e questa perdita fece vacillare la sua mente. Tutte stupidaggini, ovvio, anche il cane è un’invenzione, eppure mi sorprendo a immaginarlo, un personaggio pubblico di cinquant’anni, in piedi, scioccato in mezzo al fumo e alla fuliggine che vola, con il cagnolino bruciacchiato stretto tra le braccia. La cosa assurda è che non sarà la perdita delle preziose carte a renderlo temporaneamente pazzo, ma il semplice fatto che non gliene importa. Potrebbe essere andato perduto il lavoro di tutta una vita, i Principia stessi, l’Ottica, baracca e burattini, e pur tuttavia non significherebbe niente. Ha le lacrime agli occhi, il cane gliele lecca dal mento. Continua a leggere

Segnali

«Si azzittisce bruscamente, con le mani sospese a mezz’aria, le dita appena divaricate quasi a suggerire una minaccia imprecisa oppure ad attendere l’urto di un segnale Morse, di un impulso elettrico, in codice. Pierre crede di intuire che cosa percepisca quell’uomo. È come quando, in piena notte, una madre si sveglia un istante prima che il figlio neonato inizi a piangere, strappata al sonno dal latte che le si è fatto più pesante nel seno. Certo, potrebbe anche essere che, in realtà, il bambino si sia già lamentato e che la madre si sia svegliata tra un vagito e l’altro, ma non è a questo che penserebbe Kipling, Pierre ne è sicuro. Penserebbe che un figlio non ha bisogno di aprire bocca perché la madre lo comprenda.»

(Alessandro Zaccuri, Il signor figlio, 2007)

Ritorno all’arcaico

«Oggi la Rete ha eliminato lo spazio e il tempo. Non significano più niente per il funzionamento del mondo. Possiamo a stento figurarci un mondo senza spazio né tempo ma non possiamo ancora spiegarlo, perché queste categorie sono il fondamento del nostro modo di pensare. Per capire questa dimensione bisogna dunque, come dicevo, fare uno sforzo di semplificazione radicale. Tornare all’arcaico: non solo quello che abbiamo alle spalle ma anche quello che abbiamo di fronte. Socrate, per esempio, veniva accusato di mettere in questione le cose che stanno in cielo e quelle che stanno sotto terra. Cominciava allora il disprezzo per ciò che è visibile, patente, appartiene alla terra. Ma proprio oggi che a governare tutti i processi è qualcosa di invisibile, cioè appunto la Rete, dobbiamo riscoprire l’importanza di ciò che si vede. Nella modernità le mappe sono state le migliori macchine per capire il funzionamento del mondo, ma ora abbiamo bisogno di nuovi modelli che possano guidarci anche quando il sistema spazio-tempo non funziona più.»

(Franco Farinelli, intervista “La Stampa”, 9 ottobre 2010)

Fiume

«All’alba del 12 settembre 1919 un migliaio di granatieri, fanti e arditi marcia alla conquista di Fiume, crocevia di culture ed etnie, unico sbocco al mare del dissolto regno d’Ungheria. A guidare i “ribelli” c’è il Poeta-soldato Gabriele d’Annunzio, deciso a rivendicare alla madrepatria la città, abitata in maggioranza da italiani. L’intrepida avventura militare aumenterà il prestigio internazionale del Vate…
A novant’anni da quegli eventi, Mimmo Franzinelli e Paolo Cavassini rievocano le tappe essenziali dell’impresa fiumana con una selezione di oltre trecento fotografie, introdotte da un interessante saggio che attinge a fonti in gran parte inedite…»

scheda

Virgola mobile

«Il prefisso Mega sta per milione. Non solo megabyte (un milione di byte) ma anche megaton
(l’energia di un milione di tonnellate di tritolo) o megametro (un milione di metri). Giga vuol dire miliardo e misura (in gigabyte) le capacità delle memorie dei moderni smartphone. Tera equivale a mille miliardi e i computer in commercio hanno ormai hard disk da un terabyte in su. Peta vuol dire un milione di miliardi e gli attuali supercomputer viaggiano alla velocità del petaflops (un milione di miliardi di operazioni al secondo). Ma ora, governi e istituti di ricerca accademici e militari, vogliono fare in fretta il prossimo salto: sviluppare un computer capace di pensare in exaflops. Un miliardo di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.»

(Marco Magrini, “nòva24”, 4 dicembre 2011)

Pacchetti

«Internet cominciò come un sistema di telecomunicazioni militari per trasmettere messaggi durante la guerra. Era un sistema di passaggio dei messaggi da salvare dal fallimento. Il modo in cui funzionava portò a inventare, per così dire, l’idea dei “pacchetti”. Ipotizziamo che io stia a San Francisco e tu a Boston. Se voglio inviarti un paragrafo, lo spezzo in piccoli pacchetti di, diciamo, dieci lettere ciascuno, ci metto il tuo nome e indirizzo e un numero, la sequenza, e li mando in giro in diverse direzioni: un pacchetto va via Chicago, un altro via Dallas, un altro ancora via Washington…: vanno in tutte queste diverse direzioni, e poi tornano tutti indietro a San Francisco. A San Francisco i pacchetti si allineano, si guardano l’un l’altro, e scoprono magari che il pacchetto 6 manca. Che cosa è accaduto al pacchetto 6? Ricordatevi che siamo nel 1969, quando si pensava tutto in termini di “primo colpo” e di guerra nucleare… Bene, sfortunatamente il povero pacchetto numero 6 attraversa Minneapolis nell’istante in cui una bomba nucleare colpisce Minneapolis. E, dimenticando quel che succede alla povera gente di Minneapolis, il pacchetto numero 6 viene letteralmente disintegrato. Ora, i pacchetti arrivati sani e salvi a San Francisco dicono: “Chiama Boston e di’ che il pacchetto numero 6 non ha funzionato, digli di inviarlo di nuovo, ma non mandarlo attraverso Minneapolis”. Così il pacchetto 6 prende un’altra strada, tutti i pacchetti si allineano, e alla fine tu ricevi il messaggio. Ora, è importante capire questo, perché il solo modo di distruggere quel sistema di passaggio dei messaggi è disintegrare letteralmente tutte le città, perché nel sistema che ho descritto or ora anche se dieci pacchetti non fossero arrivati, noi avremmo potuto sempre avvertire Boston con un messaggio, e loro avrebbero trovato una soluzione.»

(Nicholas Negroponte, intervista “MediaMente”, 1995)

Combustibile ET

«Degli extraterrestri, di tutti gli innumerevoli extraterrestri inventati dalla narrativa di genere, non si sa nulla con certezza, tranne una cosa su cui tutti concordano: non fanno niente senza un motivo. Ciò si deve alla loro appartenenza alla suddetta narrativa di genere, nella quale non rimangono mai fili sciolti. Perciò non potevano essersi impegnati ad accumulare immagini semplicemente per hobby. Dovevano aver perfezionato la trasmissione delle immagini a distanza, in modo da potersi inserire essi stessi nella trasmissione e viaggiare. Dopotutto, le immagini sono di per sé una forma di trasmissione. Non bisogna far altro che accentuare un po’ questo loro aspetto perché diventino veicoli efficienti quanto rapidi. Ecco com’erano arrivati. Le immagini erano il combustibile che gli occorreva. Era per questo motivo che ne avevano fatto incetta.»

(César Aira, Il marmo, 2009)

Infinita lontananza

cielo stellato infinita lontananza«Se è vero che la materia organica (per esempio noi) è stata prodotta nelle combustioni stellari, non è poi così strano che alle profondità del cielo noi abbiamo dedicato tanta attenzione, producendo miti, religioni, cosmogonie, cosmologie, soprattutto nostalgie. D’altra parte non c’è nulla, per noi, di così lontano come il cielo. E se la nostalgia è desiderio del ritorno, la lontananza fra noi e la nostra origine è tale che non possiamo realmente farci una ragione del nostro essere qui, e nemmeno un’idea di come si possa tornare là. L’infinita lontananza del cielo è forse l’immagine meno inadeguata di quell’alterità, per definizione inattingibile, verso la quale (e dalla quale), nonostante ogni passo valga zero in termini di avvicinamento (e quindi di allontanamento), ci sentiamo contemporaneamente attratti e respinti. La metafora per questa tensione è quella magnetica: noi, come l’ago, abbiamo un estremo che propende e un altro che rifugge, in questo modo troviamo la nostra posizione lungo la linea del campo magnetico.»

(Dario Voltolini, Il tempo della luce, 2005)

Technical Communication

marconis-wireless-and-the-rhetoric-of-a-new-technology«We should avoid conflating science and technology, but we must also not ignore their similarities and obvious overlap. Because science also needs actors working together or, at least, interacting with experiments and research, both technology and science should be seen as comparable. After all, technology is often an application of science: In the case of the wireless, actors such as Marconi and others worked to harness the power of hertzian waves for commercial enterprise. Although expert-to-expert discourse might reveal major differences between science and technology based on a particular focus of applied vs. theoretical endeavors, communicators filter scientific and technical information to lay audience in similar ways, making that delivery technical communication.»

scheda Springer

The Mobile Revolution

«Pioneered by Guglielmo Marconi, wireless telegraphy created the first customers and business steinbock_themobilerevolutionmodels in the mobile industry, particularly in the maritime sector. Over time, it led to AM communications, which was pioneered by police departments in the United States, and FM communications, which provided a substantial military advantage to US defence forces during the Second World War.
After the war years, these technologies led to the pioneering of mobile industrial services and the development of the first consumer test markets. However, there was only one (and very primitive) service, really: voice – and this defined the mobile services for the next half a century.
The cellular concept was discovered as early as 1947 at the Bell Labs, but commercialization followed only in the 1980s with analog cellular networks. These services appealed primarily to automobile drivers and corporate markets. Starting in the early 1990s, digital transition made possible consumer mass markets, which have been rapidly specializing and globalizing ever since.»

scheda Amazon