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Virgola mobile

«Il prefisso Mega sta per milione. Non solo megabyte (un milione di byte) ma anche megaton
(l’energia di un milione di tonnellate di tritolo) o megametro (un milione di metri). Giga vuol dire miliardo e misura (in gigabyte) le capacità delle memorie dei moderni smartphone. Tera equivale a mille miliardi e i computer in commercio hanno ormai hard disk da un terabyte in su. Peta vuol dire un milione di miliardi e gli attuali supercomputer viaggiano alla velocità del petaflops (un milione di miliardi di operazioni al secondo). Ma ora, governi e istituti di ricerca accademici e militari, vogliono fare in fretta il prossimo salto: sviluppare un computer capace di pensare in exaflops. Un miliardo di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.»

(Marco Magrini, “nòva24”, 4 dicembre 2011)

Pacchetti

«Internet cominciò come un sistema di telecomunicazioni militari per trasmettere messaggi durante la guerra. Era un sistema di passaggio dei messaggi da salvare dal fallimento. Il modo in cui funzionava portò a inventare, per così dire, l’idea dei “pacchetti”. Ipotizziamo che io stia a San Francisco e tu a Boston. Se voglio inviarti un paragrafo, lo spezzo in piccoli pacchetti di, diciamo, dieci lettere ciascuno, ci metto il tuo nome e indirizzo e un numero, la sequenza, e li mando in giro in diverse direzioni: un pacchetto va via Chicago, un altro via Dallas, un altro ancora via Washington…: vanno in tutte queste diverse direzioni, e poi tornano tutti indietro a San Francisco. A San Francisco i pacchetti si allineano, si guardano l’un l’altro, e scoprono magari che il pacchetto 6 manca. Che cosa è accaduto al pacchetto 6? Ricordatevi che siamo nel 1969, quando si pensava tutto in termini di “primo colpo” e di guerra nucleare… Bene, sfortunatamente il povero pacchetto numero 6 attraversa Minneapolis nell’istante in cui una bomba nucleare colpisce Minneapolis. E, dimenticando quel che succede alla povera gente di Minneapolis, il pacchetto numero 6 viene letteralmente disintegrato. Ora, i pacchetti arrivati sani e salvi a San Francisco dicono: “Chiama Boston e di’ che il pacchetto numero 6 non ha funzionato, digli di inviarlo di nuovo, ma non mandarlo attraverso Minneapolis”. Così il pacchetto 6 prende un’altra strada, tutti i pacchetti si allineano, e alla fine tu ricevi il messaggio. Ora, è importante capire questo, perché il solo modo di distruggere quel sistema di passaggio dei messaggi è disintegrare letteralmente tutte le città, perché nel sistema che ho descritto or ora anche se dieci pacchetti non fossero arrivati, noi avremmo potuto sempre avvertire Boston con un messaggio, e loro avrebbero trovato una soluzione.»

(Nicholas Negroponte, intervista “MediaMente”, 1995)

Combustibile ET

«Degli extraterrestri, di tutti gli innumerevoli extraterrestri inventati dalla narrativa di genere, non si sa nulla con certezza, tranne una cosa su cui tutti concordano: non fanno niente senza un motivo. Ciò si deve alla loro appartenenza alla suddetta narrativa di genere, nella quale non rimangono mai fili sciolti. Perciò non potevano essersi impegnati ad accumulare immagini semplicemente per hobby. Dovevano aver perfezionato la trasmissione delle immagini a distanza, in modo da potersi inserire essi stessi nella trasmissione e viaggiare. Dopotutto, le immagini sono di per sé una forma di trasmissione. Non bisogna far altro che accentuare un po’ questo loro aspetto perché diventino veicoli efficienti quanto rapidi. Ecco com’erano arrivati. Le immagini erano il combustibile che gli occorreva. Era per questo motivo che ne avevano fatto incetta.»

(César Aira, Il marmo, 2009)

Infinita lontananza

cielo stellato infinita lontananza«Se è vero che la materia organica (per esempio noi) è stata prodotta nelle combustioni stellari, non è poi così strano che alle profondità del cielo noi abbiamo dedicato tanta attenzione, producendo miti, religioni, cosmogonie, cosmologie, soprattutto nostalgie. D’altra parte non c’è nulla, per noi, di così lontano come il cielo. E se la nostalgia è desiderio del ritorno, la lontananza fra noi e la nostra origine è tale che non possiamo realmente farci una ragione del nostro essere qui, e nemmeno un’idea di come si possa tornare là. L’infinita lontananza del cielo è forse l’immagine meno inadeguata di quell’alterità, per definizione inattingibile, verso la quale (e dalla quale), nonostante ogni passo valga zero in termini di avvicinamento (e quindi di allontanamento), ci sentiamo contemporaneamente attratti e respinti. La metafora per questa tensione è quella magnetica: noi, come l’ago, abbiamo un estremo che propende e un altro che rifugge, in questo modo troviamo la nostra posizione lungo la linea del campo magnetico.»

(Dario Voltolini, Il tempo della luce, 2005)

Technical Communication

marconis-wireless-and-the-rhetoric-of-a-new-technology«We should avoid conflating science and technology, but we must also not ignore their similarities and obvious overlap. Because science also needs actors working together or, at least, interacting with experiments and research, both technology and science should be seen as comparable. After all, technology is often an application of science: In the case of the wireless, actors such as Marconi and others worked to harness the power of hertzian waves for commercial enterprise. Although expert-to-expert discourse might reveal major differences between science and technology based on a particular focus of applied vs. theoretical endeavors, communicators filter scientific and technical information to lay audience in similar ways, making that delivery technical communication.»

scheda Springer

The Mobile Revolution

«Pioneered by Guglielmo Marconi, wireless telegraphy created the first customers and business steinbock_themobilerevolutionmodels in the mobile industry, particularly in the maritime sector. Over time, it led to AM communications, which was pioneered by police departments in the United States, and FM communications, which provided a substantial military advantage to US defence forces during the Second World War.
After the war years, these technologies led to the pioneering of mobile industrial services and the development of the first consumer test markets. However, there was only one (and very primitive) service, really: voice – and this defined the mobile services for the next half a century.
The cellular concept was discovered as early as 1947 at the Bell Labs, but commercialization followed only in the 1980s with analog cellular networks. These services appealed primarily to automobile drivers and corporate markets. Starting in the early 1990s, digital transition made possible consumer mass markets, which have been rapidly specializing and globalizing ever since.»

scheda Amazon

Dopo Marconi il diluvio

dopo marconi il diluvio«La materia trattata – come chi mi conosce può immaginare – è legata alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ma sarebbe terribilmente riduttivo pensare che si tratti di una descrizione tecnica più o meno divulgativa. La mia attività storica di studioso dell’opera di Guglielmo Marconi mi ha convinto del fatto che una corretta interpretazione degli scenari e dell’evoluzione delle tecnologie ICT è molto facilitata se si è in grado di inquadrarli nel processo storico generatore. E un numero sempre maggiore di ingegneri sta abbracciando tale convinzione, anche se si tratta ancora di una componente minoritaria.»

scheda Pendragon

Il sussurro

radioascolto_anniventi«Quando, terminata la cena, tornarono in salotto ad ammirare la radio, il Signor Crowther si diede da fare girando le manopole. Frances nutriva qualche dubbio su quell’apparecchio. Mentre si aggiustava le cuffie alle orecchie si sentiva vagamente ridicola, e per alcuni, deludenti secondi poté udire solo una specie di rantolo prolungato. Ma poi, finalmente, i sibili e crepitii si trasformarono in una voce, e allora sì, fu una cosa eccitante, misteriosa, riconoscere Shakespeare e sapere che le parole, dopo avere attraversato chilometri e chilometri di spazio vuoto, arrivavano direttamente al suo orecchio, come un sussurro di Dio. In un certo senso, però, era ancora più strano togliersi le cuffie e rendersi conto che quel sussurro stava continuando, pensare che sarebbe andato avanti, immutato nel suo fervore, indipendentemente dal fatto che qualcuno lo ascoltasse o meno.»

(Sarah Waters, Gli ospiti paganti, 2014)

Wireless Writing in the Age of Marconi

wirelesswritingFilippo Tommaso Marinetti, Rudolf Arnheim, Gabriele d’Annunzio, Ezra Pound sono gli scrittori presi in esame da Timothy Campbell, docente di Italian Studies alla Cornell University (Ithaca, N.Y.), nel suo saggio sugli effetti prodotti dalla radiotelegrafia in campo estetico e poetico, a partire dagli inizi del Novecento.
La tesi di fondo è che la novità introdotta da GM esercitò una significativa influenza sul “modernismo” e sugli stilemi che in vario modo lo caratterizzarono.
Lo studio è stato pubblicato nel 2005.

scheda Google libri

The Man Who Networked the World

raboy_marconiDa tempo annunciata, esce finalmente la ponderosa biografia di GM ad opera del canadese Marc Raboy, docente di Ethics, Media and Communications presso la McGill University, Montreal.
Le 872 pagine, il lungo lavoro di preparazione, il prestigio dell’editore (Oxford University Press) fanno supporre che si tratti del primo autentico studio biografico integrale su GM (secondo moderni criteri storiografici).
In attesa di una traduzione, è possibile acquistare il libro in versione originale, anche in formato ebook.

scheda Oxford University Press
recensione Nature
recensione New York Times