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La nuova rivoluzione delle macchine

In un libro assai letto e discusso, pubblicato negli Stati Uniti tre anni fa, due economisti del MIT – Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee – sostengono che è arrivato il momento di una nuova rivoluzione delle macchine, giacché i computer e gli altri strumenti digitali stanno trasformando il lavoro della mente tanto quanto il motore a vapore e i suoi discendenti trasformarono il lavoro delle braccia.

Dove sei?

«Immaginiamo che una persona ci chiami al telefono fisso e ci chieda: “Dove sei?” La risposta sarebbe stupita e scontata: “Dove vuoi che sia? Sono lì, dove mi chiami.”
Con il telefonino è tutta un’altra storia: si incomincia proprio chiedendo: “Dove sei”, visto che l’interlocutore può essere dappertutto.» >>

Sette tesi sulla magia della radio

«La radio è senza fili, la radio non ci chiede di abbrutirci sul divano, la radio vive anche nel buio, la radio sa interferire con la nostra esistenza quotidiana in modo dialogico e non invadente grazie alla natura poligama, porosa e sempre, costitutivamente, sintonica che le appartiene…» >>

Dai segnali di fumo ai Social

«Spero che il mio libro faccia venire la voglia ai lettori di approfondire, di guardare oltre, di capire cosa e chi ci sta dietro il lavoro di tante persone. La tecnologia, le app, gli smartphone che noi usiamo non vengono dal nulla, ma sono sempre frutto di un processo di costruzione di massa, dove tante persone, con le loro storie e le loro vite, hanno contribuito a realizzare…» >>

Scritti di GM

Il volume edito nel 1941 dalla Reale Accademia d’Italia, che raccoglie i principali scritti di GM in lingua italiana tra il 1899 e il 1934, è stato digitalizzato da Liber Liber alcuni anni fa.
Il file si può scaricare gratuitamente sia in formato .odt che in formato .pdf >>

Messaggio dallo Spazio

«L’ostinazione manifestata nell’elaborazione di teorie appare del resto evidente in tutte le relazioni che narrano la storia della Voce del Padrone. Si era sempre trattato di un’ostinazione rigorosamente bipolare: la “lettera” rappresentava o un atto di “benevola protezione”, di condivisione di quel sapere tecnologico che la nostra civiltà considera il bene supremo, oppure un atto di aggressione abilmente camuffato, Continua a leggere

Licenze

«Il controllo sulla trasmissione e la ricezione dei segnali radio spettava al ministero delle Poste, in virtù di una legge precedente che gli aveva affidato quello sui telegrafi. Il ministero prese molto sul serio le proprie responsabilità, limitando la concessione delle licenze fino agli inizi degli anni venti sulla base di un’effettiva utilità scientifica. Perfino la Marconi Company Continua a leggere

Pollicine

«Pigiati in metropolitana come sardine in scatola, ci avviciniamo gli uni agli altri senza guardarci, ognuno chiuso in se stesso, in una solitudine assoluta, determinata da questa estensione, formattata da una tecnica a geometria metrica e dalla densità della sua occupazione; lontani, anche se a pochi centimetri. Il convoglio si trasforma in un chiostro laico, in una cella di prigione per innocenti. Poi, munita di auricolari, cellulari e computer, arriva una piccola schiera di Pollicine, attente e chiacchierone. Continua a leggere

Esempio sovrano

«Torniamo a Downton Abbey, precisamente alla seconda puntata della quinta stagione: Lord Grantham, il padrone di casa, secondo in amore della tradizione solo al suo maggiordomo e a sua madre, rifiuta da diverse puntate all’amata nipote il permesso di portare una radio in casa. Ha ceduto al telefono, ma la radio – in inglese wireless – proprio no. Cosa succede nella seconda puntata della quinta stagione? Continua a leggere