Archivi categoria: controversie

Nulla

«Newton stesso, credo, vide qualcosa di tutto questo in quella strana estate del 1693. La storia la sai: un mattino presto un cagnetto di nome Diamante rovesciò una candela nell’alloggio di Newton, a Cambridge, causando un incendio che gli distrusse un fascio di carte, e questa perdita fece vacillare la sua mente. Tutte stupidaggini, ovvio, anche il cane è un’invenzione, eppure mi sorprendo a immaginarlo, un personaggio pubblico di cinquant’anni, in piedi, scioccato in mezzo al fumo e alla fuliggine che vola, con il cagnolino bruciacchiato stretto tra le braccia. La cosa assurda è che non sarà la perdita delle preziose carte a renderlo temporaneamente pazzo, ma il semplice fatto che non gliene importa. Potrebbe essere andato perduto il lavoro di tutta una vita, i Principia stessi, l’Ottica, baracca e burattini, e pur tuttavia non significherebbe niente. Ha le lacrime agli occhi, il cane gliele lecca dal mento. Continua a leggere

La scomparsa della materia

righi lenin la scomparsa della materiaVladimir Il′ič Lenin, in una delle sue opere maggiori (Materialismo ed empiriocriticismo, 1909), attacca Augusto Righi per alcune affermazioni riguardo al concetto di materia. In realtà bersagli principali della polemica sono Ernst Mach e Richard Avenarius, e anzi in un passaggio si rimarca la fondamentale onestà intellettuale di Righi. Colpisce, in ogni caso, incontrare sul medesimo terreno di alta teorizzazione un politico e un fisico.
Un estratto in traduzione inglese delle pagine in cui Lenin fa riferimento a Righi è stato gentilmente fornito da Giancarlo Dalle Donne.

Il meteo e il caos

visualizzazione meteo«Nel 1950 occorrevano ventiquattr’ore al primo computer ENIAC per simulare ventiquattr’ore di previsioni del tempo, e si trattava di una stupefacente impresa di calcolo avveniristico. Nel 2008 quello stesso calcolo veniva replicato su un telefono cellulare Nokia 6300 in meno di un secondo. Oggi le previsioni meteorologiche non sono solo più veloci, ma anche più precise e di più lungo periodo. Nel 2010 una tipica previsione su cinque giorni era precisa quanto una previsione su tre giorni del 1986. Si è tentati di immaginare che le predizioni continueranno a migliorare man mano che aumenta la nostra capacità di raccogliere dati; alla fine non saremo in grado di simulare con estrema precisione l’intera atmosfera terrestre in un grande insieme di server ospitati nella sede centrale del Canale Meteo? In tal caso, se volessimo sapere che tempo farà il mese prossimo, ci basterebbe far procedere per un po’ la simulazione.
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Difficile traversata

donnaconcellulare«Quell’anello di retroazione che ci rende dipendenti dalle cose che in realtà dipendono da noi, funziona da quando produciamo degli artefatti, cioè dai nostri albori. Noi li produciamo e nella quotidianità più locale, di rimando, loro ci condizionano. Quello che padroneggia il fuoco non è più lo stesso uomo, perché il calore ne trasforma l’alimentazione, l’habitat, la pelle, il comportamento, la fragilità; non è più lo stesso amico quello che usa la scrittura, perché essa ne cambia le relazioni, la convivenza, l’adattamento e l’intelligenza; non è più la stessa donna quella che controlla il cellulare, perché esso rimodella lo spazio, accelera il tempo, facilita gli accessi, avvicina i corrispondenti. Callo o durone, la pianta del piede dipende dalla suola, lo sguardo dagli occhiali, il sonno dai muri, la libertà delle donne dal computer… Esternalizzati dal corpo, gli artefatti vi ritornano e lo metamorfosano. L’invenzione tecnica ha effetti sull’innovazione umana, strumenti e macchine ominizzano. Questo processo va avanti da millenni e, rottura dopo rottura, accelera o rallenta. Diventiamo continuamente i nostri figli. […]
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Linea di separazione

natural_born_cyborgs«Non c’è nessuna speciale magia affidata ai legami cablati fisicamente e direttamente tra i componenti. Le differenze tra i legami forgiati da nervi e tendini, da cavi di fibre ottiche e da onde radio sono rilevanti solo in quanto hanno conseguenze sulla scansione temporale, il flusso e la densità dello scambio di informazione. […] Se lo scambio è sufficientemente ricco, fluido, bidirezionale, veloce e affidabile, allora l’interfaccia tra l’utilizzatore cosciente e lo strumento tende a diventare trasparente, permettendo allo strumento di funzionare come una parte effettiva dell’utente. […]
Quando le nostre tecnologie si adattano a noi in modo attivo, automatico e continuo così come noi ci adattiamo a loro – allora la linea che separa lo strumento dal suo utilizzatore diviene incerta. Queste tecnologie saranno sempre meno degli strumenti e sempre più parte dell’apparato mentale delle persone. Rimarranno strumenti solo nel senso paradossale in cui lo sono le mie strutture neurali che operano inconsciamente (il mio ippocampo, la mia corteccia parietale posteriore).»

(Andy Clark, Natural-Born Cyborgs: Mind, Technologies and the Future of Human Intelligence, 2004)

Fantomatico incontro

220px-Central_Telecommunications_MuseumSecondo Nina Borisova, direttrice scientifica del Museo delle Comunicazioni di San Pietroburgo, l’incontro tra GM e Popov non avvenne mai. Borisova, che di recente ha fatto visita al Museo Marconi di Pontecchio, durante una lunga chiacchierata con Barbara Valotti ha sostenuto che le fonti in loro possesso non contemplano tale notizia.
L’affermazione è spiazzante e nel contempo sorprendente, perché risulta difficile supporre che il ricordo di un simile avvenimento sia frutto di pura immaginazione. Ma purtroppo le fonti vicine a GM (cfr. ad esempio Solari) presentano diverse falle e imprecisioni, se interrogate a fondo.
Per cui conviene sospendere il giudizio, in attesa che un ricercatore o uno storico producano uno studio specifico sull’argomento.

A.S. Popov Central Museum of Communications

Nel regno della velocità

virilioTeorico della dromologia (scienza che studia la velocità), il filosofo Paul Virilio (Parigi 1932) è autore di una riflessione critica – tanto diffusa quanto discussa – sulla pervasività delle nuove tecnologie e sui rischi a essa associati.
In un’intervista pubblicata nel 2000, alla domanda di John Armitage «Could you explain your interest in what you call ‘the transplant revolution’?», Virilio risponde:

«Oh yes, this is the ‘Third Revolution’. In the realm of speed, the first revolution was that of transportation, the invention of the steam engine, the combustion engine, the electrical motor, the jet engine and the rocket. The second revolution is the revolution of transmission, and it is happening right now in electronics, but it began with Marconi, radio and television. The third revolution, which is intimately linked to the miniaturization of objects, is the transplantation revolution. By this term I mean that technology is becoming something physically assimilable, it is a kind of nourishment for the human race, through dynamic inserts, implants and so on».

Separatezza elettromagnetica

David-Foster-Wallace«Di fatto, questo atteggiamento vacuo, annoiato e catatonico tipico della mia generazione – l’espressione che un mio amico chiama della “ragazza che sta ballando con te ma è evidente che preferirebbe ballare con qualcun altro” – che è diventata la nuova versione della “smaliziatezza”, è figlio in tutto e per tutto della tv. Dopotutto, tele-visione significa, letteralmente, “guardare da lontano”; e le nostre sei ore al giorno non soltanto ci aiutano a sentirci personalmente coinvolti in cose tipo i Giochi Panamericani e l’Operazione “Scudo nel Deserto”, ma anche, viceversa, ci abituano a rapportarci ai fenomeni in cui siamo coinvolti personalmente nella vita reale nello stesso modo in cui ci rapportiamo a ciò che è distante ed esotico, come se da noi li separassero dei processi elettromagnetici e uno schermo, come se esistessero solo in quanto performance, in attesa solo del nostro giudizio smaliziato.»

(David Foster Wallace, E Unibus Pluram, 1990)

Il lato oscuro di Internet

cover-to_save_everything_click_here«Crediamo che Internet abbia cambiato il modo in cui la conoscenza viene prodotta e ci siamo convinti che “Web 2.0” significhi usare la Rete nel modo in cui essa è stata pensata per essere utilizzata, ma Guglielmo Marconi immaginava la vita oltre la radio?»

La domanda è di Evgenij Morozov, giovane sociologo bielorusso, oggi docente alla Stanford University, che da alcuni anni si è imposto alla pubblica attenzione come osservatore critico del fenomeno Internet. Fu formulata durante un intervento a un convegno internazionale, svoltosi a Milano nel 2013. Chiamare in causa GM, in quel frangente, significava semplicemente ricordare che le tecnologie «non piovono dal cielo» e riproporre il quesito di sempre: sono neutrali le tecnologie?
Morozov può (e anzi vuole) far discutere quando attacca nei suoi saggi la Rete, Steve Jobs o i Signori del silicio, ma è difficile non riconoscere che una qualche forma di scetticismo va preservata, perché «non possiamo aggiungere un sensore a qualsiasi cosa facciamo e affidare alla tecnologia la soluzione di qualsiasi problema».