Archivi categoria: controversie

Un’unica cultura

«È totalmente fuorviante parlare, per esempio, di “due culture”, una letteraria-umanistica e l’altra scientifica, come se esse fossero sullo stesso piano. C’è un’unica cultura, di cui la scienza, così interessante e pericolosa, è ora una parte importante. Ma l’aspetto più essenziale e fondamentale della cultura è lo studio della letteratura, Continua a leggere

La società degli automi

«Gli studi raccolti in questo volume si chiedono se la comparsa di computer e robot di nuova generazione, che mostrano un comportamento sempre più simile a quello degli esseri umani, se non addirittura sovrumano, non ci stia portando verso un punto di non ritorno che ci lascerebbe poche vie d’uscita…» >>

Spot

– Ho detto: «Vi ricordate, voi giovani punk, la pubblicità “I want my Maypo”?». Se la ricordavano tutti. Allora ho detto: «Ora avete 25-26 anni e noi diremo al mondo “I want my Mtv”». Ho spiegato come doveva essere fatto lo spot, con il logo della “M” ripetuto sempre con assurde variazioni. Un avvocato che era lì ha detto che non si poteva fare perché ogni volta avrebbero dovuto registrare nuovamente il logo. Continua a leggere

Retroazioni

«Tra coloro che negli anni ’40 e ’50 “inventarono” la cibernetica, ci fu chi (Wiener e Bateson) auspicava che il concetto di feedback (retroazione positiva e negativa), divenendo senso comune, potesse garantire un mondo migliore, una più umana filosofia. Così non è stato. In campo tecnologico (e non solo), è la retroazione positiva che regge per intero l’innovazione: Continua a leggere

E mi fa boing

Il timore o addirittura il terrore suscitato dalle onde hertziane si manifesta in modi bizzari e a volte divertenti sul finire dell’Ottocento ma perdura fino all’epoca attuale, in cui non decade l’interrogarsi sui possibili effetti nocivi dell’esposizione alle onde medesime. Un cantautore umoristico, Riccardo Lolli, ha rielaborato un brano della tradizione irlandese – Fionnghuala – trasformandolo in un allarmato tentativo di check-up. Continua a leggere

La versione migliore

«- Cioè, la tracciabilità delle macchine con autopilota sta risolvendo molti di questi problemi, naturalmente. Le mogli sono sempre più informate sugli spostamenti dei mariti, dal log di bordo dove si registrano tutti i percorsi. Ma il mio punto è: e se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati? Porterebbe a un modo di vivere più morale. Chi farebbe qualcosa d’immorale o d’illegale se sapesse di essere osservato? O che l’illegale trasferimento di denaro è facilmente rintracciabile? Continua a leggere

Nulla

«Newton stesso, credo, vide qualcosa di tutto questo in quella strana estate del 1693. La storia la sai: un mattino presto un cagnetto di nome Diamante rovesciò una candela nell’alloggio di Newton, a Cambridge, causando un incendio che gli distrusse un fascio di carte, e questa perdita fece vacillare la sua mente. Tutte stupidaggini, ovvio, anche il cane è un’invenzione, eppure mi sorprendo a immaginarlo, Continua a leggere

Ritorno all’arcaico

«Oggi la Rete ha eliminato lo spazio e il tempo. Non significano più niente per il funzionamento del mondo. Possiamo a stento figurarci un mondo senza spazio né tempo ma non possiamo ancora spiegarlo, perché queste categorie sono il fondamento del nostro modo di pensare. Per capire questa dimensione bisogna dunque, come dicevo, fare uno sforzo di semplificazione radicale. Tornare all’arcaico: non solo quello che abbiamo alle spalle ma anche quello che abbiamo di fronte. Socrate, per esempio, veniva accusato di mettere in questione le cose che stanno in cielo e quelle che stanno sotto terra. Continua a leggere

La scomparsa della materia

righi lenin la scomparsa della materiaVladimir Il′ič Lenin, in una delle sue opere maggiori (Materialismo ed empiriocriticismo, 1909), attacca Augusto Righi per alcune affermazioni riguardo al concetto di materia. In realtà bersagli principali della polemica sono Ernst Mach e Richard Avenarius, e anzi in un passaggio si rimarca la fondamentale onestà intellettuale di Righi. Colpisce, in ogni caso, incontrare sul medesimo terreno di alta teorizzazione un politico e un fisico.
Un estratto in traduzione inglese delle pagine in cui Lenin fa riferimento a Righi è stato gentilmente fornito da Giancarlo Dalle Donne.

Il meteo e il caos

«Nel 1950 occorrevano ventiquattr’ore al primo computer ENIAC per simulare ventiquattr’ore di previsioni del tempo, e si trattava di una stupefacente impresa di calcolo avveniristico. Nel 2008 quello stesso calcolo veniva replicato su un telefono cellulare Nokia 6300 in meno di un secondo. Oggi le previsioni meteorologiche non sono solo più veloci, ma anche più precise e di più lungo periodo. Nel 2010 una tipica previsione su cinque giorni era precisa quanto una previsione su tre giorni del 1986. Continua a leggere