Archivi categoria: controversie

Scorie

«Neppure gli scienziati sono angeli – dice il professor Franco Casali in un’intervista a Elide Giordani de “il Resto del Carlino” – e spesso appartengono a clan che hanno interessi da salvaguardare».
È stato fino a pochi anni fa un luminare della Fisica Medica e ora ha pubblicato un libretto in cui si diverte a smentire una serie di luoghi comuni fondati, apparentemente, su solide basi scientifiche. Le sue controaffermazioni, va da sé, possono essere del pari opinabili, ma restituiscono la sensazione che sia auspicabile approfondire e dibattere un argomento – e quindi anche elaborare previsioni e preoccuparsi – senza l’assillo, spesso fuorviante, del momentaneo clamore giornalistico. >>

L’uso della scienza

«L’idea più comune per spiegare la situazione è che questi negazionisti siano disinformati e che una migliore comunicazione della scienza farebbe cambiare loro idea. In realtà, non è così.
Ignorando il numero irrisorio di talebani, che sono per principio contrari ad ogni affermazione scientifica e sono negazionisti o complottisti su basi psichiatriche, un paio di decenni di ricerca empirica ha mostrato che una parte significativa di “negazionisti parziali” è mossa Continua a leggere

L’altra comunicazione

«Quello che proprio non riesce a capire, per quanto abbia fatto lavorare il cervello, è che, sviluppandosi in un’autentica progressione geometrica, di miglioria in miglioria, le tecnologie della comunicazione, l’altra comunicazione, quella propriamente detta, la reale, quella da me a te, da noi a voi, continui a essere questa confusione attraversata da vicoli ciechi, tanto ingannevole con illusorie spianate, altrettanto dissimulata quando esprime come quando vuole occultare.»

José Saramago, L’uomo duplicato, 2002 >>

Tecnopopulismo

«L’ideologia del tecnopopulismo – la falsa promessa di sconvolgimenti digitali epocali – appartiene a quel raro spazio intellettuale condiviso sia dai sostenitori della globalizzazione sia dai loro avversari. Un mondo fatto di realizzazione personale immediata e indolore è un’idea abbastanza flessibile da potersi adattare a tutti i soggetti incaricati di promuoverla, che si tratti di grandi aziende tecnologiche, appassionati di criptovalute o nuovi partiti. La storia del tecnopopulismo è lunga e torbida, ma abbiamo la fortuna di conoscere la data esatta in cui quest’idea è diventata popolare. Continua a leggere

Cervelli in fuga

Anche la Rai contribuisce a mantenere vivo un falso luogo comune a proposito del suo fondatore. Nell’episodio n. 5122 di “Un posto al sole” (Rai3) andato in onda lo scorso 13 novembre, uno dei protagonisti afferma: «Marconi inventò la radio ma fu anche l’inventore dei cervelli in fuga».
Nonostante la sagacia degli autori e il clima semischerzoso della scena, si deve purtroppo constatare che non ci si è trattenuti dal giocarsi la carta più ovvia (giornalisticamente parlando), quando invece è noto che GM smentì più volte di persona l’interpretazione della “fuga”, chiarendo che all’inizio del 1896 si era recato a Londra perché la riteneva la destinazione più adeguata e non perché non aveva trovato udienza in Italia.

Isola d’ignoranza

«Penso che il destino degli uomini sarebbe ancora più crudele di quanto sia già, se la nostra mente non fosse incapace di mettere in rapporto tra loro tutte le cose che avvengono in questo mondo. La nostra vita si svolge nei confini di una pacifica isola d’ignoranza, circondata dagli oscuri mari dell’infinito, e non credo che ci convenga spingerci troppo lontano da essa. Finora le scienze, progredendo passo passo nel campo d’azione proprio a ciascuna, non ci hanno arrecato troppo danno: Continua a leggere

Ricercatori

«Sono cresciuta piena di buone maniere e di poesia, ma non abbastanza forte per non sentire l’orrore di questa vita, per non provare paura. I materialisti mi distraggono dai frammenti di luce. Migliorano l’esistenza, misurano coincidenze, schematizzano gli eventi accidentali e così facendo offuscano la delicatezza dei fenomeni incomprensibili.
Un numero troppo alto di ricercatori consapevoli ha tolto di mezzo le cause sconosciute.
Le scorie sono state nascoste nello spazio.»

Sara Gamberini, Maestoso è l’abbandono, 2018 >>

Ammazzare il tempo

«Il transumanesimo incapsula un errore diffuso e longevo tra i portabandiera della scienza: in un mondo che va verso l’ignoto, non ci è dato neanche di iniziare i lavori della nostra Torre di Babele; mettiamoci pure tutto l’impeto e la fretta che possiamo, ma non cambierà niente. Andare verso l’ignoto non è una malattia curabile; se il problema fosse l’andarci alla velocità più alta possibile, forse potremmo risolverlo, anche se probabilmente no. Continua a leggere

Euristica della paura

«L’illimitatezza che dilatava l’avvenire dando all’uomo non solo il potere di conquistare tutto, ma anche quello di costruire se stesso – di fare la storia e di fare storia –, si è oggi tramutata in disillusione, o meglio in spavento e terrore. Così, il “principio responsabilità” di Hans Jonas, fondato su una “euristica della paura”, ha sostituito in modo emblematico il “principio speranza” di Ernst Bloch. La dismisura della potenza tecnologica, diventata per l’uomo un problema cruciale e perfino vitale, obbliga a ripensare la questione centrale della responsabilità. Continua a leggere

Disinfestazione tecnologica

«Così, trascorsa la fase già forse declinante in cui la scuola più ricca è quella che può permettersi un tablet per ogni bambino (e all’altezza dell’adolescenza deve già organizzare interventi di disintossicazione digitale, incrementando lavoro e utili non solo dell’indotto tecnologico, ma anche dei relativi antidoti), non è difficile immaginarne una in cui le scuole migliori possano dirsi così evolute e innovative da poter fare a meno, in classe, dei ritrovati tecnologici, di cui pure abbondano, come utili mezzi, negli impianti antincendio e nelle cucine.  Continua a leggere